Vela: Seguin dimostra che si può arrivare anche con una disabilità.

Lo skipper francese, nato senza una mano, è settimo nel giro del mondo. L’intervento di Spinelli (Argo Challenge): i limiti si possono superare, le barriere si possono abbattere, passione e determinazione portano a raggiungere qualsiasi obiettivo

Damien Seguin, 41 anni, di Briançon, è uno dei protagonisti del Vendée Globe appena terminato. E’ arrivato sesto, e già questo basterebbe. Ma la sua foto mentre sfila nel canale di Les Sables d’Olonne dopo il traguardo, travestito da Capitan Uncino, dice molto. Intanto, che è nato senza la mano sinistra. Pensate che difficoltà in più, affrontare gli Oceani senza poter manovrare come gli altri. Ma forse lui fa anche meglio. La sua storia è lunga. Io la faccio cominciare dal 2005, quando gli organizzatori gli negano di partecipare alla Solitaire du Figaro, una classica delle regate atlantiche, per la sua disabilità.

Lui aveva vinto un oro alle Paralimpiadi di Atene 2004 sul 2.4 e non deve esserci rimasto bene. “Per ragioni di sicurezza”, gli hanno detto. Lui non si è arreso, ci ha riprovato nel 2006, ha corso la Transat Ag2R, la Route du Rhum, la Transat Jacques Vabre (2°) sui Class 40, ha rivinto un titolo olimpico ai Giochi di Rio del 2016, il Tour de France a vela. Poi, arriva l’Imoca60, la collaborazione con Jean Le Cam, lo sponsor Apicil. E adesso, il sesto posto al Vendée Globe in tempo reale, settimo nella classifica corretta, cinque volte leader durante la corsa. Un atleta che ispira.

Ecco, a seguire, un intervento di Antonio Spinelli, torinese, velista, presidente di Argo Challenge, il team che nasce con il sogno di prendere parte all’America’s Cup e poi ad altre grandi regate con un equipaggio misto di atleti normodotati e disabili e che ha tra i suoi punti di riferimento l’olimpico brasiliano Lars Grael (fpoz). 

“Ho conosciuto Damien 15 anni fa. Gli avevo scritto raccontandogli di Argo, la folle – ma non troppo – idea di lanciare una sfida all’America’s Cup con un team di velisti con disabilità fisica.
Dopo qualche giorno dall’aver ricevuto la mia mail, mi venne a trovare, da Briançon, ed ebbi così la fortuna di conoscere una persona veramente unica ed eccezionale. Già allora mi racconto del suo più grande desiderio: partecipare alla Vendèe Globe per dimostrare, come diceva sempre lui, di essere un velista come tutti gli altri. Ecco, questa frase, da ieri, non ha più bisogno di dirla e di ripetersela.

Un velista come Damien, con ori paralimpici al collo, con Transat Jacques-Vabre e Route du Rhum alle spalle, tanto per citare qualcosa di lui, non doveva dimostrare a nessuno di essere un velista come gli altri. Ma, probabilmente, sentiva il bisogno di dimostrarlo a se stesso.
Che uno voglia ammetterlo o no, avere una disabilità ti fa sentire diverso. Solo se riesci a realizzare il tuo sogno più grande ti togli da dentro, definitivamente, quei dubbi e quelle incertezze che gli altri non percepiscono. Da ieri, con un ingresso trionfale nel porto di Les Sables d’Olonne, per Capitan Damien Uncino, che salutava il pubblico con il suo uncino alzato al cielo, tutti i dubbi e le incertezze sono sicuramente svaniti e l’abbraccio immenso della folla, degli amici e della famiglia è stata la giusta ricompensa per un’impresa che definire eroica è corretto e dovuto.

Damien Seguion all’arrivo con i suoi familiari (JM Liot)

La folla che ieri applaudiva, mi ha fatto ritornare con la mente a Saint Tropez, nell’ottobre del 2006, quando con una barca simbolo della vela francese, French Kiss, e con un equipaggio formato da velisti provenienti da mezzo mondo, alcuni di loro disabili, che mai avevano regatato insieme, Argo ha conquistato la vittoria alle Voiles de Saint Tropez. Salire sul podio, con Lars Grael in testa al gruppo che saliva gli scalini con le sue inseparabili stampelle e l’applauso del pubblico che non finiva mai è stato, sicuramente, un momento che nessuno dell’equipaggio di Argo dimenticherà mai.

Quello che ha fatto Damien è certamente più grande e immenso. Ma il senso è lo stesso. Dare al mondo un grande messaggio, quel messaggio che da oltre 15 anni Argo cerca di diffondere: we can, you can! Persone come Damien, come Lars, e tanti altri famosi e non, sono esempi viventi che i limiti si possono superare, che le barriere si possono abbattere, che passione e determinazione portano a raggiungere qualsiasi obiettivo e ottenere il riconoscimento e il rispetto in segno di gratitudine per l’insegnamento impartito.

Per la prima volta in vita mia, ho gioito per un francese che supera un Italiano. Ma sono certo che il nostro grande Giancarlo Pedote, che ha scritto una pagina storica per l’Italia, non se la sia presa. Giancarlo e Damien sono molto amici. Forse è solo una sensazione, ma qualcosa mi dice che Giancarlo abbia voluto rendere omaggio a un grande velista e un grandissimo uomo e in modo elegante e con grande spirito marinaresco, dopo una magnifica rimonta e dopo averlo superato a poche miglia dall’arrivo, abbia deciso che arrivare poco dopo Damien era la cosa giusta da fare.
Dopo un giro del mondo da solo, per Damien, non sarà facile trovare nuovi e stimolanti obiettivi e traguardi da raggiungere. Ma uno c’è. E Damien e Argo potrebbero realizzarlo insieme”.

(lastampa.it)

Vela paralimpica, a Palermo potenziato il progetto “Oltre le barriere”

Dopo lo stop delle attività per l’emergenza sanitaria, riprendono le attività della Lega Navale Italiana. A settembre ci sarà un nuovo pontile ed entro dicembre un House boat


Dopo lo stop delle attività per l’emergenza sanitaria, la ripresa della Lega Navale Italiana – Sezione Palermo Centro ha puntato direttamente sull’inizio della fase 1 del progetto “Oltre le barriere” che mira a promuovere diritti, autonomia, integrazione socio-sportiva e qualità della vita delle persone con disabilità fisica e psichica, consolidando in questo modo il percorso, intrapreso ormai da alcuni anni, verso le pari opportunità nel campo sportivo della vela. Dopo gli allenamenti degli atleti, si è dato già corso anche alla fase 2, lo scorso 25 luglio, con la prima tappa del Campionato Siciliano Hansa 303 che si è svolta presso la Sezione LNI di Siracusa su delega della Federazione Italiana Vela di concerto con la Classe Italiana Hansa 303.
A Palermo, parallelamente, il progetto prevede l’installazione di un nuovo pontile (allo stato già autorizzato dalla locale Autorità Portuale di Palermo) attiguo al già esistente Polo Nautico LNI Oltre le Barriere. Tale ampliamento, reso possibile dal supporto della Fondazione Terzo Pilastro, consentirà ulteriori e sempre più significative attività. Il pontile sarà completo di colonnine per energia elettrica ed illuminazione, cancello di ingresso e passerella a norma per l’attraversamento delle carrozzine. Le attività di ampliamento del Polo LNI “Oltre le Barriere” saranno integrate con la realizzazione, entro la fine dell’anno, pure  di una House boat completamente accessibile che ospiterà i servizi e uno spogliatoio, realizzata con il supporto del Panathlon Club Palermo.

L’importante sostegno all’attività paralimpica siciliana da parte della Fondazione Terzo Pilastro e Panathlon Club Palermo ha consentito, infatti, il raggiungimento di buoni risultati sportivi anche in termini di integrazione ed avvicinamento allo sport da parte delle persone con disabilità. Previsto, intanto un giro in una barca di altura per un gruppo di tre giovani ipovedenti alla loro prima esperienza insieme a due accompagnatori dell’Unione Itala Ciechi di Palermo.
Siamo molto contenti – ha sottolineato il vicepresidente della Lega Navale Italiana – Sezione Palermo Centro, Peppe Tisci – perché la struttura così creata sarà unica nel suo genere e, come fiore all’occhiello della Città di Palermo e punto di riferimento del movimento paralimpico nazionale, permetterà l’organizzazione dei campionati più importanti già previsti nel 2021“. “Quest’anno saremo in grado proprio di raddoppiare l’offerta di vela paralimpica – continua Peppe Tisci – perché avremo un nuovo pontile con nuove barche che inaugureremo a settembre, articolato in quattro moduli da 12 metri, accessibile al transito delle carrozzine. La realizzazione del pontile che ha un costo di oltre 100 mila euro è avvenuta grazie ad un sostegno economico corposo della fondazione Terzo Pilastro che ci supporta in vario modo dal 2017, guidata dal suo presidente, il prof. Emanuele Emanuele. Inoltre, entro la fine dell’anno, per i giovani con disabilità, attiveremo un House boat con servizi igienici e spogliatoi dedicati. Naturalmente ricordiamo che  per tutte le attività delle nostre barche occorre essere muniti delle mascherine come dispositivi di sicurezza personale
La lega Navale di Palermo ha 35 posti barca e oltre 450 soci che, in vario modo, si adoperano per portare avanti tutte le sue iniziative. Proprio nell’ambito dei diversi progetti di integrazione sociale gli obiettivi raggiunti dalla Lega navale palermitana sono diventati, nel tempo, un modello di riferimento per altre realtà italiane.
La nostra attività mira sia alla promozione dello sport velico per le persone con disabilità con barche più grandi che ad attività di livello invece agonistico con le nostre 7 barche Azzurra 600 con 5 posti per i giri locali e con le quattro Hansa 303 a due posti per la partecipazione ai campionati nazionali ed internazionali. Dopo Siracusa, le altre tappe saranno quelle di Marsala, Cefalù e poi anche Palermo. I benefici notevoli della barca a vela e del rapporto con il mare sappiamo ormai che sono molti per questo invitiamo le famiglie a portare i loro bambini e giovani. Da anni, ormai ci dedichiamo non soltanto, infatti, alle persone con disabilità ma anche alle persone con disagio sociale di vario tipo come ragazze e ragazzi ospiti di comunità alloggio e giovani del circuito penale esterno. Sfatiamo quindi il pregiudizio che la vela sia uno sport per ricchi perché abbiamo una sezione con un gruppo di barche proprio dedicato ai soci. Per il primo anno di prova le persone con disabilità le tesseriamo gratuitamente. Per chi è in difficoltà ci sono, inoltre, delle possibilità di sostegno e supporto della stessa sezione“.
(redattoresociale.it)

“Una vela senza esclusi”: parte la regata degli atleti disabili

La quarta edizione della kermesse al via oggi è promossa dalla Sezione Palermo Centro della Lega navale Italiana. Gli equipaggi a bordo di 5 Azzurre 600 sono formati da quattro atleti con disabilità e un tutor

Cinque barche a vela, le Azzurre 600, con equipaggi misti daranno il via alla quarta  edizione di “Una vela senza esclusi“, la kermesse organizzata dalla Sezione Palermo Centro della Lega Navale Italiana in programma da oggi al 1 Maggio nel golfo di Palermo. Il programma sportivo prevede, nel pomeriggio di oggi, un’uscita a mare dal polo per le attività sociali “Oltre le barriere” utile agli atleti per prendere confidenza con le imbarcazioni ed allenarsi sulle boe, per poi ritrovarsi sabato 30 Aprile e Domenica 1 Maggio nelle stesse acque per la regata vera e propria. Durante tutte le attività a mare sarà garantita la presenza di una barca del comitato sportivo ed almeno due gommoni che opereranno in un contesto di totale sicurezza.
Tra i partecipanti ci saranno anche Massimo Dighe, timoniere azzurro alle Paraolimpiadi di Londra 2012, Giuseppe Cotticelli campione italiano di canoa, Mario Santoni canoista, Fausto Firreri pluri-titolato nuotatore, velista e sportivo a tutto tondo e Marco Carlo Emilio Colombo, presidente della Active Sport Disabili.
La regata ha una forte valenza sociale poiché, utilizzando lo sport della vela si  raggiungono importanti obiettivi quali l’integrazione e l’inclusione sociale – spiega il presidente della Sezione Beppe Tisci – . Viene data anche l’opportunità ad atleti con disabilità della Lega navale Italiana, provenienti da tutte le sezioni d’Italia, di incontrarsi e di ‘scontrarsi’ in una competizione sportiva ad armi pari. Infatti, i partecipanti si sfideranno in equipaggi misti formati da quattro atleti con disabilità e un tutor su 5 imbarcazioni identiche, le Azzurre 600 che sono imbarcazioni a bulbo idonee all’attività paralimpica“.
L’evento si è aperto questa mattina con l’accoglienza dei partecipanti e con il convegno sul tema: “Mare, sport e disabilità” presso i locali dell’ex fonderia Oretea alla Cala. All’incontro hanno partecipatoi il delegato L.N.I. Sicilia Carlo Bruno, il presidente del Coni Sicilia Sergio D’Antoni, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, l’assessore allo Sport Giuseppe Gini, il presidente della V Commissione Consiliare Fausto Torta, il presidente del CIP regionale Aldo Radicello, il presidente dell’Uic Tommaso di Gesaro, il consigliere nazionale Uic delegata allo sport Giulia Di Piazza. La manifestazione si concluderà domenica 1 Maggio con la premiazione e con un pranzo di prodotti tipici siciliani prima di salutare gli intervenuti in partenza nel pomeriggio.
(redattoresociale.it)

Trentino, dove la vacanza è «facile» per le persone con disabilità

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Chi ama il vento e l’emozione che può dare un’uscita sulla barca a vela, può raggiungere in tutta tranquillità il lago di Garda. Chi adora il brivido offerta dall’attività di Rafting, può scendere il fiume della Val di Fiemme. A chi piace passeggiare per le montagne, visitare castelli e musei, svolgere attività sportive in acqua o nei maneggi allora il Trentino-Alto Adige è il luogo in cui recarsi per trascorrere una vacanza accessibile. Senza barriere. Soprattutto per le persone con disabilità. Perché navigando sul portale  – VACANZA FACILE  – è possibile conoscere tutte le offerte turistiche presenti sul territorio.

IL PROGETTO 

Merito del progetto «Vacanza facile», nato su iniziativa di dieci organizzazioni del Trentino, che ben conoscono le necessità e le problematiche che vivono ogni giorno le persone con esigenze speciali.L’obiettivo è infatti quello di comunicare a tutte le persone con disabilità e alle loro famiglie il ventaglio di offerteche la regione offre per vivere una vacanza all’insegna della serenità e a seconda delle specifiche necessità di ogni persona. «Il portale – spiega Anita Cason, della Cooperativa Sociale Archè – è una vera piattaforma di opportunità che possono essere scelte per far diventare il soggiorno in Trentino una vera vacanza, che implichi il minor grado di “stress” possibile per la famiglia e che doni alle persone con disabilità contenuti interessanti, così come la possibilità di essere assistiti nel modo migliore a seconda delle necessità».

LA RETE DELLE ASSOCIAZIONI 

Sono dieci, dunque, le realtà associative che hanno fatto fronte comune per migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie.

«Questo nuovo progetto, da poco avviato, è un primo importante passo nel solco di una vacanza accessibile a tutti. Un progetto che nelle intenzioni andrà sempre più ad integrare le diverse possibilità che il Trentino è in grado di donare a coloro che vogliono visitarlo per motivi di turismo, ma anche per le stesse famiglie del territorio» conclude Cason, della Cooperativa Sociale Archè
che ha promosso la piattaforma in collaborazione con Scuola Sci Scie di Passione, Cooperativa Sociale La Ruota, Associazione Insieme (Genitori di Ragazzi con Disabilità), AGSAT (Associazione Genitori Soggetti Autistici Trentino), Gruppo Ski Elite, Associazione di Promozione Sociale Nuove Rotte, Associazione Zampa Amica, Cooperativa Sociale Autismo Trento e Avisio Rafting.
(sociale.corriere.it)

di Giovanni Cupidi

Alla Palermo Montecarlo parteciperanno anche tre velisti con disabilità

Equipaggio all’insegna dell’integrazione per la quarta partecipazione della Lega navale italiana Palermo Centro alla regata. Appuntamento dal 18 al 23 agosto

Per il quarto anno consecutivo, come segnala il portale dell’Inail, la Sezione Palermo Centro della Lega Navale Italiana parteciperà, alla regata internazionale Palermo-Montecarlo che si svolgerà dal 18 al 23 agosto con un equipaggio misto formato anche da tre velisti con disabilità. Quest’anno, ha scelto di far parte dell’equipaggio misto anche Alessandro Di Benedetto, grandissimo navigatore italo – francese di origini siciliane e socio della nostra sezione. Tra le ultime imprese di Alessandro si annovera la partecipazione, a budget ridotto, all’ultima edizione del Vendée Globe, regata intorno al mondo in solitario senza scalo e senza assistenza e, per questo, considerata l’Everest della vela.La barca che, quest’anno, competerà con i colori della Lni è Cochina, un Beneteau First 40 dell’armatore Pier Giorgio Fabbri che vanta già al suo attivo un primo posto nel 2011 e che ha messo, gratuitamente, la sua imbarcazione a disposizione per la sfida della Lni. L’equipaggio sarà formato, inoltre da Pier Giorgio Fabbri, dallo skipper Michele Zucchero, da Italo Faraci randista, da Vincenzo Sferruzza e Riccardo Buccheri tailers, da Carlo Levantino prodiere e da tre atleti con disabilità: Diego Messana, Giuseppe Di Salvo e Giuseppe Viola. Quest’ultimo è stato il timoniere vincitore delle recenti regate nell’ambito della manifestazione “Una vela senza esclusi” durante la quale, nelle acque del Golfo di Mondello si sono sfidati equipaggi di disabili provenienti dalle varie sezioni Lni d’ItaliaIn aggiunta al tracking ufficiale fornito da Yellowbrick e che consentirà a tutti di seguire la regata sul pc, su Cochina verrà installata una webcam wireless che, per tutta la durata della competizione, trasmetterà le immagini ed i momenti salienti visionabili sul blog: www.lnipamontecarlo.blogspot.com. La Regata internazionale Palermo – Montecarlo è una regata molto tecnica alla quale partecipano ogni anno campioni della vela nazionale ed internazionale. Quest’anno, in considerazione del coefficiente 2.5 assegnato, la regata sarà decisiva per l’assegnazione del titolo di Campione Italiano della vela d’alto mare Offshore.”Per la Lni, affrontare le 500 miglia che separano la baia di Mondello dal Principato di Monaco è ormai, un obiettivo importante – scrive la Lega Navale Palermo Centro guidata da Beppe Tisci -. E come di consueto, anche per la nona edizione della regata, la formazione dell’equipaggio è stato il frutto di un lavoro continuo della sezione che da diversi anni promuove le attività sociali consentendo integrazione, solidarietà ed il nascere di sempre nuovi appassionanti progetti”. “La novità della Palermo – Montecarlo 2013 è l’introduzione di un cancello obbligatorio lungo la rotta, situato davanti alla baia di Porto Cervo – dice Beppe Tisci -. Oltre ad annullare, di fatto, scelte radicali di rotta, il Gate servirà a definire una classifica separata, valida anche per chi non dovesse tagliare l’arrivo a Montecarlo, il ché è una buona chance per le imbarcazioni più piccole. Il 16 agosto, dalla baia di Mondello, sarà possibile ammirare la regata di warm-up della flotta partecipante al completo vinta l’anno scorso proprio dall’equipaggio della Lni”.Lo scopo della sezione di Palermo Centro della Lega Navale Italiana è quello di dimostrare che un equipaggio composto per un terzo da atleti diversabili può essere competitivo nell’ottica della piena integrazione – aggiunge Beppe Tisci -. Anche quest’anno la partecipazione della L.N.I.- Palermo Centro alla regata Palermo – Montecarlo è stata resa possibile grazie all’aiuto di tanti amici che hanno creduto nella bontà dell’iniziativa ed hanno accettato di aiutare la sezione nella copertura delle spese. Nessuno dei partecipanti percepirà alcun compenso”.
(superabile.it)

di Giovanni Cupidi

Le vele di Sara contro l’autismo

Ogni tanto ci sono storie di persone che è bello conoscere. Ci fanno capire molte cose e ce ne insegnano di più ancora. Come la Storia di Sara, bambina autistica, che vi riporto qui di seguito.  Amore e coraggio, in due parole.
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Sara contempla il mare e sorride. Sara, dieci anni a luglio, nuota nel mare e rifiorisce. Sì proprio quel mare che Platone, 400 anni circa prima di Cristo, diceva lavasse i mali degli uomini. Sara è autistica e vive in un mondo tutto suo che non riesce a condividere con gli altri. Chiusura autistica, la chiamano gli specialisti, ovvero la tendenza di chi soffre per questo disturbo intellettivo a isolarsi ignorando il mondo e le persone che lo circondano. Una porta chiusa e miliardi di chiavi da provare. Senza mai darsi per vinti. Senza rinunciare a nessun tentativo. Giorno dopo giorno fino a vedere un leggero guizzo, una luce nuova negli occhi di quella figlia misteriosa.

 

Eusebio e Sara a bordo di Adagio Blu

Eusebio e Sara a bordo di Adagio Blu

«Nello stesso istante in cui ho scoperto che il mare era la chiave delle emozioni di mia figlia», racconta Eusebio Busé, papà di Sara, 40enne ligure di origine, piemontese di adozione, «ho deciso che sarebbe stato la mia casa, la nostra casa». Eusebio, addetto alla qualità di Michelin, ha venduto la sua abitazione e a maggio del 2012 ha comprato una barca di 11,5 metri, un’Oceanics 370, dove trascorrere l’esistenza. «Sara è dotata di un’acquaticità sorprendente», racconta orgoglioso Eusebio, «riesce a immergersi fino a quattro metri… ma soprattutto, quasi fosse un miracolo marino, la distesa d’acqua la stimola, la fa aprire e interagire con il mondo». La società degli altri, quella degli adulti e quello dei ragazzi con o senza disabilità. Adagio blu, questo il nome dell’imbarcazione acquistata in Francia nei cantieri Beneteau, è diventata presto il punto d’incontro di una comunità. «Ad agosto 2012 ho fondato l’associazione Hakuna Matata (“Senza pensieri” in Swahili) al cui interno si sviluppa il progetto S.a.r.a, acronimo per Sostegno ai ragazzi autistici». La barca, ancorata al porto di Loano che mette a disposizione anche i locali per le manifestazioni, viene data in comodato d’uso all’associazione che la utilizza per far vivere una giornata di mare alle famiglie con bambini con disabilità.

«Quasi fosse una terapia», spiega Busè che nel progetto ha coinvolto anche gli esperti del servizio di Neuropsichiatria infantile di Cuneo, «riusciamo a portare un po’ di serenità a questi bambini. E’ un’emozione impagabile poter guardare negli occhi felici un bimbo con disabilità intellettive seduto al timone della barca quando dispieghiamo i 135 metri quadri di vela. Si sente realmente importante, fiero e allo stesso livello degli altri membri dell’equipaggio». La magia della galleggiabilità, la chiama Busè, il fascino che un guscio di noce o un grande veliero producono su piccoli e adulti, il pensiero di essere in balia delle onde e di uno sterminato mare e allo stesso tempo sentirsi protetti da quel piccolo involucro di vetroresina. Sentirsi un vero equipaggio, il tutti per uno e uno per tutti se volessimo dirla alla maniera di Dumas (padre), che permette di condividere le emozioni e di sentirsi una famiglia.

«Le prime volte che portai mia figlia in barca lo feci perché volevo condividere con lei le emozioni del mare, quasi fosse un campeggio marittimo», confessa Busé. «Ci sono riuscito e ne sono stato ripagato tanto che ora voglio, attraverso l’associazione, far ripetere le esperienze ad altre famiglie, aiutarle a vivere qualche momento di serenità tutti insieme. E’ sorprendente vedere come, durante alcune manifestazioni che organizziamo (la prossima è domenica 30 giugno 2013 a Loano: info 339.4393029, hakunamataloano@gmail.com), le differenze si annullino. Un giorno una signora venne da me e mi chiese “ma quali sono i bambini con problemi?” Non li riconosceva in quella torma di ragazzi. Avevo vinto, ragazzi con e senza disabilità si erano mescolati in maniera tale che nessuno poteva fare distinzioni».

Varate le barche a vela costruite dai ragazzi

Si è svolto lo scorso 18 Maggio l’appuntamento per il varo nazionale delle barche a vela del progetto “Capitan Uncino – In mare aperto per tutte le abilità” nel Porto turistico Odescalchi di Santa Marinella in provincia di Roma.
Infatti, dopo mesi di progettazione, costruzione, verniciatura e decorazione delle barche, il progetto, promosso dall’Uisp (Unione italiana sport per tutti), finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha visto protagonisti circa 500 ragazzi e ragazze con disabilità e senza in sette città italiane, dalla Sicilia alla Lombardia: Noto (Sr), Ferrara, Como, Civitavecchia (Rm), Gaeta, Salerno, Tricase (Le).
L’idea che ha animato il progetto è che lo sport, la vela in particolare, possa rappresentare uno strumento di aggregazione e integrazione sociale.Tutto è stato fatto in casa dai ragazzi, con chiodi, compensato marino e lana di vetro. Dai sette mini-cantieri sono state costruite otto barche a vela di quattro metri, realizzate sulle esigenze di tutti, ragazzi e ragazze disabili e non. Le regole si sono ispirate all’antica filibusta (XVI-XVII secolo), come educazione all’autorganizzazione, alla condivisione delle responsabilità e al rispetto delle diverse abilità.
Sabato 18 la messa in acqua degli scafi, nello scivolo del Porticciolo turistico. Le barche, assistite da gommoni e scafi d’appoggio, hanno percorso in flottiglia circa 300 metri, contrassegnati da due boe. I ragazzi provenienti dalle sette città, insieme ai loro istruttori e insegnanti, si davano il cambio a bordo delle barche.
Domenica 19 maggio durante una cerimonia pubblica presso la sala del teatro della Parrocchia di San Giuseppe, di fronte al mare, ciascun equipaggio ha presentato l’inno composto per l’occasione, il motto e ha illustrato le fasi salienti dell’esperienza.
Questa è la rappresentazione plastica di come è possibile organizzare, programmare e svolgere attività che davvero siano strumento di aggregazione e integrazione della società verso le persone (ragazzi in questo caso) con disabilità. Come sempre, se ben indirizzati, i più giovani dimostrano come le barriere siano soprattutto, se non solo, mentali ancorché fisiche.

di Giovanni Cupidi