Il Presidente Roosevelt. Quando la disabilità è potere

In onda venerdì 21 gennaio su Rai2 la trasmissione “O anche no – La carrozzina e il presidente”, condotta da Paola Severini Melograni. Tema della puntata: il rapporto tra corpo e autorità

Non solo un presidente degli Stati Uniti, ma l’unico presidente ad essere stato eletto per oltre due mandati consecutivi, vincendo le elezioni ben quattro volte. In occasione del 140mo anniversario della nascita di Franklin Delano Roosevelt (1882-1945), venerdì 21 gennaio (oggi) va in onda su Rai2 in seconda serata la trasmissione “O anche no – La carrozzina e il presidente“, un nuovo speciale da 80 minuti della trasmissione condotta da Paola Severini Melograni.

Realizzato in collaborazione con Rai per il Sociale e Rai Pubblica Utilità, il programma si concentrerà sul tema “disabilità e potere” e analizzerà, partendo dall’esperienza del presidente Roosevelt affetto da una grave disabilità, il rapporto tra la fisicità e il potere. Dopo questa riflessione, nel corso della puntata verranno  poi analizzate le riforme attuate dagli Stati Uniti sulle disabilità, l’inclusione e l’accessibilità e infine verranno trattati temi quali il body shaming, a prescindere dal genere o disabilità, il ruolo della satira, del cinema all’epoca del presidente Roosevelt e altro ancora.

Tra gli ospiti della puntata ci saranno l’altro Manuela Roosevelt, nipote del presidente Franklin Delano, Mariangela Zappia, ambasciatrice italiana negli Stati Uniti, Federico Moro, segretario del Robert F. Kennedy Human Rights e molti altri ancora.

La prima serie della trasmissione “O anche no” è andata in onda da aprile a giugno del 2020 ed è nata dalla necessità di cambiare il paradigma comunicativo nei confronti di tutte le persone affette da disabilità. Il programma ha riscosso immediatamente un enorme successo, e così è stato anche per il secondo spin off “Stravinco per la vita” andato in onda durante l’estate del 2021. Oggi la trasmissione è in onda tutti i venerdì in seconda serata e in replica la domenica alle 9 e 15, su Rai2.

Roosevelt, una vita di riforme e servizi per i bisognosi

Studiare la vita e l’esperienza di Franklin Delano Roosevelt permette di analizzare a fondo il rapporto nella vita di un presidente degli Stati Uniti tra potere e condizione fisica. Considerato tra gli studiosi uno dei presidenti americani più popolari insieme a Abraham Lincoln e George Washington.

Roosevelt deve la sua fama sia alla sconfitta del nazismo durante la Seconda guerra mondiale, sia alle grandi riforme economico-sociali messe in campo negli Stati Uniti tra il 1933 e il 1937. Un vasto programma di interventi, conosciuto con il nome di ‘New Deal‘ con il quale l’America riuscì a superare la grave crisi della depressione degli anni Trenta.

Per camminare il presidente Roosevelt usava dei tutori metallici
Per camminare il presidente Roosevelt usava dei tutori metallici

Franklin Delano Roosevelt ebbe talmente tanto successo negli Stati Uniti da vincere per ben quattro volte (1932, 1936, 1940, 1944) le elezioni presidenziali. Solo dieci anni prima del suo primo mandato, nel 1921, all’età di 39 anni, Roosevelt contrasse una malattia, ritenuta a quel tempo una grave forma di poliomielite (ma non si ha la certezza di quale sia stata la sua malattia), che gli causò la paralisi quasi completa degli arti inferiori costringendolo su una sedia a rotelle.

In pubblico però il presidente degli Stati Uniti cercò quasi sempre di nascondere la sua disabilità. Sotto i vestiti usava dei tutori metallici e con l’aiuto di un bastone camminava zoppicando. Cinque anni dopo aver contratto la malattia, il presidente degli Stati Uniti comprò alcune sorgenti termali in Georgia, le Warm Springs, dove passava molto tempo per lenire i dolori della malattia.

Tuttavia, non tenne per sé le sorgenti, ma decise di crearvi una fondazione, l’Istituto per la riabilitazione Roosevelt, con lo scopo di fornire servizi riabilitativi alle persone affette da poliomielite. Tutto in nome delle sue parole e dei suoi valori che diventarono uno slogan per l’istituto di riabilitazione:

Il coraggio e la forza d’animo per superare le sfide; il rispetto, la lealtà, l’accettazione e l’impegno per l’altro; il desiderio genuino di dare noi stessi per il bene degli altri

Queste parole e questi valori non decaddero mai. Dopo circa 100 anni dalla sua fondazione, infatti, l’Istituto per la riabilitazione Roosevelt è ancora oggi aperto e accessibile a tutti i bisognosi. (luce.lanazione.it)

È UFFICIALE, IL “MODELLO SPAGNOLO” SULLA DISABILITÀ FUNZIONA

“Se qualcosa non ti piace, cambiala. Se qualcosa ti dà fastidio, affrontala”.

È questo il motto con cui la Spagna ha ricevuto nei giorni scorsi a New York, presso la sede delle Nazioni Unite, il premio “Franklin Delano Roosevelt”.

Che riconosce gli sforzi compiuti da un paese per i diritti, l’inclusione e il benessere delle persone con disabilità in tutti gli ambiti sociali.
È stato David B. Roosevelt, nipote del noto presidente americano, a consegnare l’onorificenza nelle mani della regina Sofia. Che ha sottolineato come i disabili siano “esseri umani uguali a qualsiasi altra persona in dignità e diritti”, e non solo meri percettori di sussidi. E ha attribuito il successo del “modello spagnolo” alla collaborazione tra i livelli di governo e le forze della società civile.
Ed effettivamente la Spagna un esempio da seguire in questo campo lo è. Prima in Europa a ratificare la Convenzione ONU sui disabili, ha adeguato la sua legislazione. Che nei prossimi anni si muoverà nel solco del recente Piano sulla disabilità 2013-2015. Tenendo in considerazione anche i bambini con handicap (140mila nel paese). A maggior rischio di esclusione e povertà.
In epoca di ristrettezze finanziarie, poi, Madrid non ha trascurato il settore del turismo accessibile. Al contrario, ci ha investito sopra. Promuovendo non solo l’abbattimento degli ostacoli all’accesso in ambienti, infrastrutture e servizi. Ma implementando tecnologie appropriate per queste persone. Sono 20 milioni, infatti, i disabili europei che avrebbero espresso il desiderio di visitare la Spagna nel prossimo futuro. Un elemento, questo, che può essere un motore economico per il paese.
E non mancano storie personali d’inclusione che hanno fatto storia. Come quella di Pablo Pineda che condurrà “Piensa en Positivo”. Il primo programma della TV presentato da una persona con sindrome di Down. O il caso di Angela Bachiller, che nel luglio scorso è diventata nel comune di Valladolid la prima consigliera Down nella storia della penisola iberica.
Insomma, alla Spagna non mancano le ragioni per vedersi attribuito il premio che consiste in un busto di bronzo del 32º presidente USA. Che contrasse la poliomielite a 39anni. E pur essendo paraplegico, incapace di camminare o stare in piedi senza assistenza, è stato eletto quattro volte dal popolo americano. Un assegno da 50mila dollari, poi, è stato consegnato al CERMI, il Comitato spagnolo dei rappresentanti delle persone con disabilità.

di Giovanni Cupidi