Osservatorio nazionale autismo: è nato il portale online

E per la prima volta ci sono Linee guida per gli adulti

L’iniziativa è stata lanciata dall’Istituto superiore di sanità da circa un mese per andare incontro alle tante richieste di associazioni e genitori. L’obiettivo è quello di raccogliere dati e informazioni per poi lavorare al potenziamento delle strutture territoriali. Parla la coordinatrice del progetto Maria Luisa Scattoni

E’ accessibile da poco più di un mese il portale online dell’Osservatorio Nazionale Autismo (OssNA) dell’ISS, creato dall’Istituto superiore di sanità (ISS) (https://osservatorionazionaleautismo.iss.it). Un portale voluto per “la mappatura dei servizi nazionali dedicati alla diagnosi e presa in carico delle persone nello spettro autistico in tutte le età della vita”. Si tratta di una novità molto significativa che cerca di andare incontro alle richieste delle associazioni che difendono i diritti delle persone autistiche. E per la prima volta vengono pubblicate le Linee guida anche per gli adulti. Ilfattoquotidiano.it ha intervistato la coordinatrice del progetto, la dott.ssa Maria Luisa Scattoni. Ricercatrice presso l’ISS, coordina l’OssNA e il Network NIDA (Network italiano per il riconoscimento precoce dei disturbi dello spettro autistico). Dal 2017 è anche responsabile scientifico del progetto per l’utilizzo del “Fondo per la cura dei soggetti con disturbo dello spettro autistico” finanziato dal ministero della Salute.

Qual è il compito dell’Osservatorio Nazionale Autismo?

L’OssNA mira ad implementare e sperimentare azioni di sistema per la diagnosi precoce, lo sviluppo di percorsi e modelli di presa in carico delle persone autistiche, e la promozione di interventi basati sull’evidenza scientifica specifici in tutte le età della vita. Il sito e la piattaforma online ad esso collegati sono stati sviluppati nell’ottica di rendere consultabile ogni attività, istituzionale e di ricerca, effettuata dall’Osservatorio a supporto e per conto della Cabina di Regia del Fondo Autismo.

Da chi è composta la Cabina di Regia?

Istituita e coordinata dalla Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute, disciplina le modalità di utilizzo del Fondo Autismo e le stesse attività di coordinamento e sperimentazione dell’ISS. È composta dai due Direttori Generali della Programmazione Sanitaria e della Ricerca e Innovazione in Sanità del Ministero della Salute (MdS), tre rappresentanti delle Regioni, due dell’ISS e dell’ANCI e un rappresentante delle Associazioni Genitori. Ha finanziato finora progetti destinati al potenziamento dei servizi territoriali per la diagnosi e l’intervento precoce, alla sperimentazione di percorsi diagnostici terapeutici assistenziali in tutto l’arco della vita, e ad attività di formazione degli operatori sanitari, sociali ed educativi coinvolti affinché venga garantita una presa in carico globale e uniforme su tutto il territorio nazionale. Tali azioni sono descritte nella piattaforma online, contenitore di informazioni utili a servizio dei cittadini, delle comunità clinica e scientifica.

L’Osservatorio attraverso chi raccoglierà i dati che verranno poi pubblicati sulla piattaforma online?

L’OssNA ha avviato la raccolta dati sulla piattaforma tecnologica grazie alla collaborazione con le Regioni e Province Autonome. Scopo della raccolta dati sarà quello di creare una mappa dei servizi informatizzata e aggiornata delle strutture che svolgono prestazioni per la diagnosi e il trattamento di tali disturbi nell’ambito del SSN, e quindi informare il cittadino su contatti e funzionalità delle strutture individuate. Inoltre, verrà istituito una web community tra pediatri, terapie intensive neonatali e servizi specialistici della neuropsichiatria infantile per seguire l’evoluzione dello sviluppo dei bambini a rischio o della popolazione generale e garantire la continuità di cura e presa in carico all’interno del SSN.

Quali sono i progetti sui cui l’ISS sta lavorando per dare risposte alle famiglie?

L’ISS è al fianco delle famiglie che hanno già un bambino con diagnosi di disturbo dello spettro autistico o del neurosviluppo tramite il Network NIDA. Una rete di collaborazione sul territorio per la sorveglianza dei bambini considerati ad alto rischio (tra cui i fratellini di bambini già diagnosticati con ASD, prematuri e piccoli per età gestazionale). Le attività del NIDA consistono nel monitorare il loro sviluppo a partire dalla fase neonatale; individuare eventuali segnali precoci o atipie del neurosviluppo; garantire una tempestiva presa in carico.

Di che cifra stiamo parlando come investimenti specifici del Fondo per l’autismo?

Il Fondo Autismo stanziato a partire dal 2016 prevedeva un iniziale stanziamento annuo di 5 milioni di euro. Per gli anni 2019 e 2020 è stato incrementato a 10 milioni. La legge di bilancio approvata a fine dicembre 2020 ha previsto per il Fondo 2021 uno stanziamento di 50 milioni di euro totale.

Secondo le associazioni bisognerebbe subito rinforzare gli organici, i servizi e la formazione di neuropsichiatria infantile e psichiatria per gestire al meglio le persone autistiche. Cosa può dirci in merito?

Concordo pienamente con quanto detto dalle Associazioni. Il Fondo Autismo infatti è interamente stato dedicato finora al potenziamento del personale nei servizi territoriali e alla loro formazione specifica. Sono stati inoltre finanziati progetti regionali dedicati alla definizione e implementazione di percorsi diagnostici terapeutici assistenziali che garantiscano la presa in carico globale in tutte le età della vita, l’inclusione sociale e lavorativa.

Una delle maggiori criticità riscontrate riguarda l’età adulta delle persone autistiche. Che spesso, denunciano le associazioni, vengono abbandonate.

Nello scenario italiano attuale la transizione dall’infanzia all’età adulta è una delle tematiche più critiche. Promuovere interventi finalizzati a garantire la tutela della salute; il miglioramento delle condizioni di vita e l’inserimento nella vita sociale e lavorativa delle persone adulte nello spettro autistico sono tra gli obiettivi che la Cabina di Regia sta portando avanti da tempo. Ad esempio, sperimentare modelli efficaci e specifici; qualificare la rete delle strutture residenziali e semiresidenziali per le persone adulte. Rappresenta un’azione di sistema per implementare e adottare le buone prassi identificate su tutto il territorio nazionale.

In tale contesto, un’azione fondamentale necessaria è quella di prevedere il coinvolgimento attivo della famiglia e degli assistenti e operatori specialistici e della scuola. In tale ambito, sono attivi in Italia diversi progetti, il cui coordinamento è affidato all’ISS. revedono come partner attuatori le Regioni e le Province Autonome. Favorire la conoscenza e la divulgazione scientifica attraverso l’OssNA può supportare azioni di politica sanitaria e sociale prioritarie al fine di mantenere la persona nel suo ambiente di vita e prevenire l’istituzionalizzazione.

Infine, c’è un tema molto caro alle famiglie: l’inclusione lavorativa delle persone autistiche.

Le attività e gli interventi volti a promuovere l’inserimento lavorativo delle persone con disturbo dello spettro autistico sono oggetto di uno specifico finanziamento alle Regioni. Su questo tema, vengono proposti modelli innovativi per favorire progetti individuali, interventi mirati alla formazione e alla Vita indipendente. Si sta sperimentando, in particolare, un modello di integrazione sociale, sanitaria, educativa e lavorativa a livello regionale per la pianificazione personalizzata di progetti di vita che tengano conto primariamente delle preferenze espresse dalla persona nello spettro e delle sue necessità di supporto.

(ilfattoquotidiano.it)

Occupabilità e inclusione sociale: Unisi per la disabilità

Prendendo spunto da questo articolo mi permetto di riportare un fatto storico di cui penso non si abbia conoscenza. Nel 2003 il CUD (Centro Universitario per la Disabilità) dell’Università degli Studi di Palermo e, per iniziativa del Prorettore per la Disabilità del tempo (Prof. Gianfranco Cupidi), stava realizzando, oltre ai numerosi servizi che già il Centro stesso offriva, un progetto di inserimento lavorativo post-laurea degli studenti con disabilità. Nella fattispecie era già stato firmato un protocollo d’intesa tra le tre maggiori Università siciliane (Palermo, Messina e Catania) e avviati contatti con diverse aziende per dare l’opportunità agli studenti neolaureati di non sprecare il risultato ottenuto offrendo loro occasioni di lavoro o di formazione post-laurea direttamente nelle aziende coinvolte. Con rammarico questo progetto non vide la luce a causa della prematura scomparsa del Prof. Cupidi.
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L’Ateneo senese è la prima università in Italia ad aver attivato questo percorso

Focus su occupabilità e inclusione sociale all’Università di Siena: è attivo il nuovo servizio di accompagnamento al curriculum che permette ai giovani con disabilità di presentarsi alle aziende e al mondo del lavoro in modo efficace, mettendo in evidenza le proprie capacità e competenze.
L’Ateneo senese è infatti la prima università in Italia ad aver studiato e realizzato uno strumento di accompagnamento al lavoro che, insieme al curriculum, può fornire alle aziende che cercano profili professionali adeguati alle loro necessità un quadro chiaro ed esauriente della persona, evidenziandone le caratteristiche individuali.
Si tratta di un questionario che permette, attraverso specifiche domande su comunicazione, abilità quotidiane, socializzazione e abilità motorie, di descrivere la persona mettendo in evidenza non ciò che non sa fare a causa della disabilità, ma le sue capacità, competenze e risorse personali.
Lo strumento, già in uso in Ateneo in fase di sperimentazione, è nato dalla collaborazione tra l’ufficio Accoglienza disabili e il Placement office – Career service dell’Università di Siena, ed è stato costruito con l’aiuto di uno psicologo esperto di ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute) e con la collaborazione di Confindustria per focalizzare le concrete esigenze delle aziende.
Obiettivo del progetto è sostenere e aiutare tutti gli studenti e i neolaureati a valorizzare le loro risorse, attraverso un’approfondita analisi delle proprie attitudini, motivazioni e competenze, per costruire un progetto professionale efficace e coerente con il proprio percorso di studio.
Il nuovo servizio per l’occupabilità e l’inclusione sociale si inserisce nell’ampia offerta di servizi di placement e consulenza individuale messi a disposizione degli studenti dell’Ateneo per supportarli nella ricerca attiva di lavoro, consultabili sul portale dell’Università di Siena alla pagina www.unisi.it/placement.

Per informazioni:
placement@unisi.it
uffdisabili@unisi.it.

(ilcittadinoonline.it)

La Trattoria de Gli Amici al Vinitaly

Il progetto di Sant’Egidio per favorire l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità torna anche quest’anno alla Cittadella della Gastronomia a Verona

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Il progetto della Comunità di Sant’Egidio per favorire l’inserimento e l’integrazione delle persone con disabilità nel mondo del lavoro – dopo il grande successo degli ultimi anni, torna anche quest’anno con la sua originalità solidale alla ‘Cittadella della gastronomia’ del Vinitaly 2015, allo Stand . Anche in questa edizione, accanto al tradizionale ristorante si affiancherà lo Street Food: un’offerta veloce di specialità romane per chi ha fretta.

E’ una conferma per i 16 ragazzi con disabilità che lavorano nella Trattoria de Gli Amici a Trastevere, conquistata grazie al successo degli scorsi anni, all’originale menu proposto, alla professionalità del personale (cuochi, camerieri, sommelier) che ha frequentato con successo i corsi di “cucina inclusiva” organizzati dalla Comunità di Sant’Egidio, e a tanti amici professionisti che aiutano alla realizzazione del progetto.

Grazie all’apporto fondamentale di Veronafiere e delVinitaly, la solidarietà è ancora una volta in primo piano.  
Alla Trattoria de Gli Amici i vini in degustazione sono infatti quelli di  WINE FOR LIFE: il progetto della Comunità di Sant’Egidio per sostenere il Programma DREAM, il più grande programma gratuito di cura dell’AIDS in Africa, a cui aderiscono oltre 130  grandi e piccoli produttori italiani.

Tutti gli utili della Trattoria, sono reinvestiti nello sviluppo della Trattoria stessa e in parte al sostegno dei progetti di solidarietà internazionale della Comunità di Sant’Egidio. 
La solidarietà è da tempo nel cuore e nell’identità del Vinitaly: la rassegna mondiale del vino, da molti anni fa da cassa di risonanza al progetto Wine for Life, e accanto a questo anche quest’anno ha voluto riconoscere l’impegno e la professionalità dei ragazzi della Trattoria de Gli Amici.

La solidarietà può rappresentare un valore aggiunto per uscire dalla crisi e l’iniziativa della Trattoria e di Wine For Life, unisce in maniera originale e fruttuosa la qualità del cibo e del vino italiano a un progetto concreto di inserimento nel mondo del lavoro nella ristorazione. 
La Trattoria de Gli Amici rappresenta, infatti, un esempio riuscito: ragazzi con disabilità che non sono un peso per la ristorazione e le aziende, ma una qualità in più: professionalità, clima, attenzione. Da difficoltà a chance. Sant’Egidio sta continuando a Roma il corso di formazione per Commis di sala e di cucina per 47 giovani con disabilità iniziato da alcuni mesi. Un percorso che continua e che è replicabile anche in altri settori del nostro Paese. 
Alla ‘Cittadella della gastronomia’ allo Stand 4, la Trattoria de Gli Amici sarà guidata dallo chef Marco Milani e alle pareti saranno esposti alcuni quadri realizzati dagli artisti disabili dei Laboratori d’arte della Comunità di Sant’Egidio.
(santegidio.org)

Per saperne di più:

La Trattoria de Gli Amici (sito ufficiale)