“Sensuability: ti ha detto niente la mamma?”, mostra di fumetti su sessualità, disabilità e pubblicità

Torna il tradizionale appuntamento di San Valentino con la mostra di fumetti e illustrazioni “Sensuability, ti ha detto niente la mamma?”, promossa dall’associazione di promozione sociale NessunoTocchiMario (NTM), nell’ambito del progetto Sensuability, per approfondire il legame tra sessualità e disabilità.

Un binomio spesso oggetto di pregiudizio, che qui viene affrontato con ironia e leggerezza nelle diverse declinazioni artistiche proprio per superare tutti i tabù che caratterizzano non solo fisicità bollate come imperfette ma il tema stesso del sesso, che inibisce e diventa oggetto di difficoltà relazionale per molte persone.

L’inaugurazione della quarta edizione si terrà il 14 febbraio, a partire dalle 18, presso La Casa del Cinema di Roma (Largo Marcello Mastroianni, 1). Il tema del 2022 è il rapporto tra sessualità, disabilità e pubblicità.

Oltre 150 le tavole esposte, tra i lavori che hanno partecipato al  concorso “Sensuability & Comics” e le opere firmate da grandi artisti del fumetto. Nel corso dell’evento saranno premiati i tre vincitori del concorso, in ordine di classifica: Simona Barone, Giulia Filippi e Diletta Indiveri. Menzioni speciali per Arianna Carli e Michela Rossi. Menzione speciale categoria fumetto: Elena Banci.  Le opere sono state selezionate dalla giuria presieduta dall’illustratrice Josephine Yole Signorelli – Fumettibrutti, e composta anche dagli illustratori Fabio Magnasciutti e Federica Giglio, e da Samantha Giuliani, consigliere ADCI (Art Directors Club Italiano).

La partecipazione di quest’anno – commenta Armanda Salvucci, presidente di NTM e ideatrice del progetto Sensuability – ci ha sorpreso ed emozionato. È un riconoscimento per il lavoro svolto fin qui e anche il segno di una nuova sensibilità verso i temi sui quali lavoriamo ogni giorno.

Parlare di, rappresentare, confrontarsi con sessualità e disabilità è una sfida che sempre più giovani artisti sono pronti a cogliere. Questo non può essere sottovalutato. Allo stesso tempo, sono due le riflessioni che emergono anche dall’analisi dei lavori arrivati.

Esistono degli stereotipi che riguardano la disabilità, nell’immaginario collettivo, legati soprattutto alla sedia a rotelle e alle amputazioni. In realtà è un mondo molto ampio, a volte invisibile e credo sia importante approfondirne la conoscenza. Anche il corpo delle donne si conferma stereotipato: formoso, perfetto come sinonimi di sensualità.

La pubblicità ci ha abituati a queste immagini ma noi oggi vogliamo contribuire ad affermare una verità diversa: i nostri corpi, il corpo di ogni singola donna, il corpo delle persone con disabilità, sono sensuali nelle loro imperfezioni, sono unici, possono essere attraenti e devono essere espressi nella loro eterogeneità, amati e accettati da noi stessi così come sono”.

Sensuability

L’obiettivo della mostra è contribuire a ridisegnare un nuovo immaginario erotico di corpi non perfetti ma estremamente sensuali e, allo stesso tempo, far riflettere sulla grande varietà di fisicità che abitano il mondo.

Abbiamo bisogno di vedere regolarmente una realtà variegata per distruggere l’immagine stereotipata perfetta con cui ognuno di noi è abituato a confrontarsi. – aggiunge Salvucci – Vedere corpi non perfetti, con disabilità sarà importante per  tutte quelle persone con corpi imprigionati negli stereotipi. Sensuability: ti ha detto niente la mamma?, da quattro anni fa questo. Non vi rimane che venirla a vedere, fino al 14 marzo”. (romatoday.it)

10 libri per bambini sulla disabilità che offrono una nuova prospettiva

Come parlare di disabilità ai bambini senza ricorrere a stereotipi o luoghi comuni? Ecco 10 libri speciali, pensati per i più piccoli ma capaci di aprire gli occhi anche a noi grandi 

Uno non può mica chiedere scusa per quello che è. Si è così e basta”. Sono queste le parole di Viola, la protagonista di Mia sorella è un quadrifoglio (Carthusia), uno dei vari libri sulla disabilità usciti in questi ultimi anni e pensati per i bambini.

Al centro argomenti come autismo, sindrome di Down o malattie genetiche, oggi raccontati ai piccoli in modo nuovo, senza tabù o stereotipi, ma soprattutto senza cercare di rendere la realtà migliore o più facile di quella che è. Pagine autentiche e per questo capaci di svelare ai piccoli e di insegnare a noi grandi che, al di là delle differenze e delle difficoltà, ogni bambino ha il diritto di essere quello che è.

Il punto di partenza spesso è uno: la disabilità può e deve essere raccontata, non va ignorata o sottratta agli occhi e alle coscienze delle persone. Da questa premessa è nato nel 2020 Vi stupiremo con difetti speciali (Giunti), libro scritto da Patrizia Rinaldi e voluto da Luca Trapanese, padre adottivo di Alba, conosciuto ai più per essere stato il primo caso in Italia di genitore omosessuale e single ad adottare una bambina affetta da sindrome di Down, dopo che la piccola era stata rifiutata da diverse coppie.

Protagonisti del libro sono la stessa Alba ma anche Akin e Huang, tre bambini “speciali” che attraverso le loro storie fanno luce sullo sforzo e sulla capacità di affrontare la vita anche quando si incontrano grandi ostacoli.

Destinato ai più grandi ma sempre dedicato al tema della disabilità, anche Una specie di scintilla (Uovonero), vero e proprio caso editoriale uscito l’anno scorso in Italia. Il romanzo, sincero e pieno di empatia, è firmato da Elle McNicoll, giovane scrittrice autistica che ha voluto narrare, attraverso la vicenda della protagonista, autistica come lei, una storia di coraggio e fiducia in sé stessi.

Alla base, il desiderio di dare maggiore rappresentazione della neurodiversità nei libri per bambini, smontando i pregiudizi e raccontando la diversità semplicemente per quella che è.

Storie coraggiose, dunque, narrate con delicatezza e poesia, ma a volte anche con un pizzico di humor. È il caso, per esempio, del commovente e divertente Il pezzettino in più di Cristina Sanchez-Andrade, autrice che offre uno sguardo diverso sul mondo della disabilità dei bambini. Il libro narra infatti le vicende di due sorelle: Pussy, la più piccola, e Manuelita, la più grande che ha 47 cromosomi invece di 46, «come un orologio con un pezzo in più».

Pussy si stufa di dover fare la sorella maggiore pur essendo la più piccola e sogna di avere una vita normale… fino a quando non scoprirà, difendendo Manuelita dai bambini che la prendono in giro, che la sorella ha un potere davvero speciale.

Di seguito ecco allora 10 imperdibili libri per bambini sulla disabilità.  E non lasciatevi ingannare dall’età di lettura: perché non è mai troppo tardi per imparare a guardare le cose da una prospettiva diversa.

Libri per bambini
Vi stupiremo con difetti Speciali (Giunti)
Il libro nasce da un’idea di Luca Trapanese, papà adottivo di Alba, una bimba con la sindrome di Down. I protagonisti sono infatti tre bambini “speciali” che mostrano, attraverso le loro storie, la forza di saper far fronte alle difficoltà della vita. Perché la disabilità non va ignorata ma anzi raccontata a grandi e bambini. Il libro sostiene inoltre “La casa di Matteo”, un progetto di accoglienza per bambini orfani con disabilità medio e gravi, gravi malformazioni e patologie che necessitano non solo di cure particolari ma soprattutto di un ambiente familiare.
Età di lettura: dai 5 anni
Prezzo: 13,30 edizione ad alta leggibilità
Mia sorella è un quadrifoglio (Carthusia)
Il libro di Beatrice Masini racconta la storia di Viola e della sua nuova sorellina Mimosa. Viola capisce subito che c’è qualcosa che non va: il papà, la mamma e pure le nonne si comportano in modo strano e, con il passare del tempo, Viola si rende conto che Mimosa è diversa dagli altri bambini. Diversa e speciale. Proprio come un quadrifoglio. Un libro intenso e poetico, che affronta il tema delicato di cosa significhi per una famiglia accogliere la nascita di un bambino disabile.
Età di lettura: da 5 anni
Prezzo: 17 euro
Una specie di scintilla (Uovonero)
Uscito in Italia l’anno scorso, il romanzo è scritto da Elle McNicoll, giovane scrittrice scozzese e neurodivergente che affronta il tema della disabilità partendo dalla sua esperienza autobiografica e finendo per smontare i pregiudizi che ancora gravano sulla diversità. «Mio nonno diceva sempre che la gente come me in passato forse non era la più socievole. O la più chiacchierona. Ma mentre tutti gli altri erano intorno al caminetto a spettegolare, noi eravamo fuori a cercare l’elettricità. Ecco cos’è il mio autismo. È una specie di scintilla».
Età di lettura: 10+
Prezzo: 14,25 euro
Martino piccolo lupo (Carthusia)
Per avvicinare i più piccoli al tema della disabilità, questo è sicuramente uno dei titoli più indicati. Al centro, la storia di Martino, un cucciolo di lupo che, diversamente dagli altri, non ulula alla luna e adora mangiare le ciliegie.  “Non sarà mai un vero lupo!”, tuona il capobranco alla mamma lupa. Il libro affronta il tema dell’emarginazione, rappresentata come una nebbia fitta che finisce per inghiottire il piccolo lupo fino a che qualcuno riuscirà finalmente a vedere oltre all’apparenza. La metafora vuole far luce sulle problematiche legate all’autismo e alla capacità di entrare in relazione con chi appare “diverso”. Una pagina finale è dedicata alla presentazione di Fondazione ARES (Autismo Ricerca e Sviluppo) con il quale il libro è realizzato.
Età di lettura: da 3 anni
Prezzo: 16,06 euro
Ada al contrario (Settenove)
La protagonista di questo libro è Ada, una bambina molto particolare che sembra fare tutto al contrario. Da neonata, al posto di urlare «Uééé, uééé», aveva strillato: «Éééu, éééu». Dormiva di giorno e stava sveglia di notte. Chiamava mamma il papà e papà la mamma e, crescendo, iniziò persino a camminare al contrario. La sua storia affronta con leggerezza il tema dell’Asperger, una forma di autismo, sottolineando l’aspetto della libertà e del diritto di essere accolti nella propria diversità, qualunque essa sia.Età di lettura: 4 +Prezzo: 15,20 euroAda al contrario (Settenove)La protagonista di questo libro è Ada, una bambina molto particolare che sembra fare tutto al contrario. Da neonata, al posto di urlare «Uééé, uééé», aveva strillato: «Éééu, éééu». Dormiva di giorno e stava sveglia di notte. Chiamava mamma il papà e papà la mamma e, crescendo, iniziò persino a camminare al contrario. La sua storia affronta con leggerezza il tema dell’Asperger, una forma di autismo, sottolineando l’aspetto della libertà e del diritto di essere accolti nella propria diversità, qualunque essa sia.
Età di lettura: 4 +
Prezzo: 15,20 euro
Il pentolino di Antonino (Kite Edizioni)
Semplice e al tempo stesso potente, questo libro illustrato racconta la storia di Antonino, un bambino che trascina sempre dietro di sé una piccola pentola. Un giorno gli è caduta sulla testa e da allora Antonino non è più come tutti gli altri. Quel pentolino gli complica la vita, si incastra dappertutto e gli impedisce di andare avanti. Antonino è un bambino che ama la musica, la compagnia, l’affetto… ma spesso le persone vedono solo la piccola pentola che trascina dietro di sé. Sarà l’incontro con una persona speciale a insegnargli ad usare quel pentolino per esprimere tutte le sue qualità. La metafora è quella dell’autismo, ma più in generale della difficoltà che qualsiasi bambino può incontrare nell’affrontare diverse situazioni di vita.
Età di lettura: dai 3 anni
Prezzo: 15,20 euro
Se chiudi gli occhi (Terre di Mezzo)
Il libro di Claudia Ranucci affronta il tema della cecità attraverso l’esperienza di due fratelli e delle loro maniere diverse di descrivere la realtà che li circonda: il primo usa la vista, il secondo tutti gli altri sensi. Per il primo un albero è una pianta molto alta e piena di foglie, per l’altro un palo molto grosso che spunta dal terreno e canta. Per il primo, papà è alto e porta il cappello, per l’altro è un bacio che pizzica e sa di pipa… Per insegnare ai piccoli che non esiste un solo modo di vedere il mondo.
Età di lettura: dai 4 anni
Prezzo: 13,30
Il pezzettino in più (Feltrinelli Kids)
Un libro spiritoso ma anche toccante che affronta il tema della sindrome di Down. Manuelita e Lucía, detta Pussy, sono sorelle. Manuelita è la maggiore ed è “diversa”: i medici alla sua nascita hanno detto che ha 47 cromosomi invece di 46, “come un orologio con un pezzo in più”. Tra le due sorelle c’è amore e complicità, solo che Pussy spesso si stanca di dover fare la sorella maggiore pur essendo la più piccola e di dover affrontare le prese in giro dei “bambini corvo”, che sotto l’apparenza di bambini normali nascondono pednne nere, becco appuntito e artigli… Attraverso episodi insoliti e divertenti, la storia riesce a offrire uno sguardo nuovo sul mondo della disabilità.
Età di lettura: da 9 anni
Prezzo:  11,40 euro
SuperCarlo (La Spiga)
Esistono supereroi che invece di mantelli e costumi indossano un paio di occhiali scuri. SuperCarlo è così: percepisce suoni leggerissimi, riconosce le persone toccandone i visi, ritrova la strada di casa grazie al suo superolfatto. Il libro racconta la storia di un piccolo eroe del quotidiano che grazie ai suoi poteri risolve le situazioni più difficili ma che, come tutti i bimbi,  ha bisogno di buoni amici.
Età di lettura: da 5 anni
Prezzo: 4,90 euro
Un coraggio da Leo (Erickson)
Infine, un libro che affronta il tema della malattia e delle cure mediche a cui molti bambini devono sottoporsi. Leo, il  protagonista di questa storia, non vede i colori. Per lui tutto è bianco, grigio e nero. Accompagnato da un gruppo di validi amici, scoprirà che il più grande gesto di coraggio è affidarsi a chi si prende cura di lui. Il libro è frutto di un lavoro di équipe che ha coinvolto autrice, illustratrice, pazienti e personale tecnico medico del Centro di Protonterapia dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento, una struttura unica in Italia specializzata in un trattamento, la terapia radiante di alta precisione, particolarmente utile nel caso di tumori in età pediatrica.
Età di lettura: dai 6 anni
Prezzo: 12 euro 

Scienzabilmente, Evento per la Giornata Internazionale della Disabilità

di Antonella Carta – Insegnante/Scrittrice

Quando la dis-abilità fa la differenza

Giorno 3 dicembre dalle ore 9.00 presso il Centro congressi di Città della Scienza a Napoli, in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, si terrà Scienzabilmente, evento organizzato da Rainbow Diversamente Radio con il partenariato del Centro sportivo di Portici.

L’idea è nata da un progetto dell’Associazione I ragazzi della barca di carta di cui è presidente Francesco Baldi.
All’evento è associato un concorso che ha visto coinvolte le scuole superiori della Campania, sui temi di integrazione e disabilità.

L’intento di base – spiega Amelia Focaccio, responsabile di Rainbow Diversamente Radio e organizzatrice dell’evento – è quello di sensibilizzare i giovani sull’uso della tecnologia e degli strumenti digitali per favorire l’inclusione. Non a caso la Kineton è importante azienda del settore, e Certiquality hanno sostenuto l’organizzazione dell’evento.”

Quali saranno i punti nodali della giornata?

Si assisterà alla premiazione delle scuole vincitrici.Ciascuna delle scuole finaliste riceverà comunque un attestato di partecipazione. A premiare i ragazzi saranno i campioni paralimpici del presente e del recente passato, delle fiamme oro Angela Procida, Pino Maddaloni e Antonio Fantin.

Seguirà una tavola rotonda a cui prenderanno parte personaggi del mondo accademico-scientifico, del mondo sportivo e del terzo settore. Luca Trapanese, Gennaro Piccialli, Santolo Meo Antonia M. Tulino Antonio Parisi Luca Piscopo Carmine Mellone Vincenzo Allocco Carlo Ingegno Anna M Vitulano Giangi Milesi angelica Viola Mario Mirabile. Modera Nicola Saldutti del Corriere della Sera

All’evento è associata anche una mostra fotografica a tema sociale a cura della fotografa Marcella Gurrieri, fotografa di Vercelli, volontaria, che collabora con la nostra Radio.

Più in dettaglio, come si articola la mostra fotografica?

È un racconto per immagini sulla disabilità. Alcuni dei soggetti fotografati sono autori che fanno parte del team di Rainbow Diversamente Radio. Lo scopo è quello di comunicare, specie a chi osserva dall’esterno, che avere una disabilità non significa avere soltanto dei problemi; al contrario, non preclude la possibilità di avere una vita ricca di momenti piacevoli e, soprattutto, il messaggio che si vuol far emergere è che questi ragazzi hanno delle abilità a cui assolvono con dedizione e bravura. Molti di loro sono scrittori, c’è chi ha pubblicato dei libri, chi si occupa di giornalismo, chi porta avanti dei blog di successo, chi scrive poesie che toccano le corde più intime dell’anima, chi lavora come chimico in laboratorio. È questo che Marcella Gurrieri ha voluto mettere in luce, tentando di scardinare il pregiudizio che spinge a immaginare il disabile solo come una persona rassegnata e infelice.

I lavori delle scuole vincitrici saranno proiettati?

Certamente. Inoltre verranno proiettati, fuori concorso, i trailer del docufilm “Il figlio di Tarzan”, il corto “Nata viva” e il cortometraggio “Come nuvole di cotone”, entrambi centrati sulle tematiche regine della giornata, disabilità e inclusione.

Sono previsti ulteriori interventi di persone vicine a vario titolo all’universo della disabilità?

In collegamento online interverrà Raffaele Bortone, autore di Lampadino e Caramella,il primo cartone animato, in onda su Rai Yoyo, realizzato con la presenza di un interprete della lingua dei segni (LIS) e con la dotazione di schede fondate sui principi della Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA), per garantire che anche i bambini con specifiche difficoltàpossano seguire pienamente. Ci saranno anche gli interventi di Luca

Chi non potrà essere materialmente presente, avrà comunque la possibilità di seguire l’evento?

Sicuramente! Sarà possibile seguirlo in streaming sulla pagina fb di Rainbow Diversamente radio.

Chi è la modella cinese (disabile) Niu Yu in passerella a Shanghai

Con la sua gamba protesica, Niu Yu ha sfidato gli stereotipi di bellezza alla Shanghai Fashion Week

Dopo New York, Londra, Milano e Parigi… anche la Shanghai Fashion Week – lo scorso ottobre – ha trovato la sua top model astro nascente. Si chiama Niu Yu, è una modella cinese (da tenere d’occhio, perché di strada ne farà molta) e ha 24 anni. Segni particolari? È diversamente abile, e la sua preziosa presenza alla settimana della moda di Shanghai ha dato il via in Cina a un necessario dibattito sulla bellezza inclusiva.

Non è la prima volta che Niu Yu compare sulla scena pubblica cinese. Sebbene la Shanghai Fashion Week abbia segnato il suo debutto come modella disabile in passerella, l’autorevole testata cinese Global Times ci ricorda che Niu ha fatto parlare di sé quando, il 12 maggio 2018, ha completato con la sua gamba protesica la maratona di Wenchuan.

Data e città non erano state scelte a caso per l’evento sportivo: è esattamente a Wenchuan, nella provincia del Sichuan nel sud-ovest della Cina, che Niu Yu è rimasta vittima del devastante terremoto del 2008.

La maratona, avvenuta tra l’altro nel 21esimo compleanno della modella cinese, commemorava anche il decimo anniversario dal tragico evento. Fu lì che Niu, incastrata tra le macerie per tre lunghissimi giorni all’età di soli 11 anni, perse la sua gamba.

Oggi sono passati 13 anni dal terremoto di Wenchuan. E se allora Niu Yu era una piccola 11enne con il sogno di proseguire una carriera sportiva nell’atletica leggera (sport che praticava a scuola), oggi – chi gliel’avrebbe mai detto – è un astro nascente della moda cinese e non solo. Questo per lei significa tanto, così tanto che, come ha raccontato lei stessa a Global Times, la notte prima della sfilata non è riuscita a prendere sonno dall’emozione.

La casa di moda per cui ha sfilato si chiama Pony, un marchio che sfida appunto i pregiudizi con la bellezza inclusiva: “Ero rimasta colpita da ciò che il brand comunicava trovandomi molto d’accordo – racconta Niu Yu. – Pony sosteneva che, nella visione tradizionale, lo sport è sempre stato connesso all’idea di un paio di gambe sane. Ma lo sport dovrebbe essere una percezione dell’anima. Anche se non ho una gamba, io amerò profondamente lo sport per sempre”.

La gamba protesica di Niu Yu, modella diversamente abile che ha portato la bellezza inclusiva in passerella alla Shanghai Fashion Week.

L’aver presenziato nel cast di modelle del brand Pony alla Shanghai Fashion Week ha fatto di Niu Yu la modella cinese più cercata in rete. Persino il videoclip, come conferma Global Times, è diventato un trend topic sulla piattaforma social Weibo (che corrisponde al nostro Twitter, censurato in Cina, ndr).

Al momento, Niu Yu lavora come fotografa, ha un profilo seguitissimo sulla piattaforma social cinese Douyin (più di 850mila followers!) e – potete scommetterci – ha intenzione di proseguire con la carriera nella moda.

Sento di avere una responsabilità sociale, quella di poter sensibilizzare sulla disabilità – conclude Niu Yu. – Mostrare la mia vita al pubblico può rendere più semplice la familiarizzazione con il nostro gruppo e può anche ricordare ad altre persone disabili che la società è più tollerante di quanto possano immaginare. Dopo la maratona, molte persone disabili hanno cominciato a inviarmi messaggi sui social media, per condividere le proprie storie. Ho realizzato immediatamente che forse posso avere un impatto positivo sulle loro vite e su quelle degli altri”.

(elle.com)

“Social Film Festival ArTelesia”: cinema per riflettere sulla disabilità

Si apre oggi, 24 novembre, per protrarsi fino al 28 del mese, il 13° Social Film Festival ArTelesia, rassegna internazionale dedicata al cinema sociale che animerà la città di Benevento.

«Questo Festival – ha dichiarato l’ideatore Francesco Tomasiello, in occasione della recente Giornata Mondiale della Prematurità del 17 novembre –  è anche la dimostrazione che la disabilità non rappresenta un limite alla creatività e alla partecipazione alle attività culturali e sociali».

In tale circostanza, Tomasiello, nato prematuro con una tetraparesi spastica e appassionato di cinema e teatro, è tornato anche a parlare e a rivendicare l’importanza di dare spazio ad attori che abbiano realmente una disabilità nel cinema e nel teatro. Egli stesso non ha mai smesso di sognare in tal senso, diventando attore, scrittore e sceneggiatore e appunto “mente” della rassegna beneventana, organizzata dall’Associazione Culturale Libero Teatro di Mariella De Libero e con la direzione artistica di Antonio Di Fede.

«Cresciuto di anno in anno – sottolineano i promotori – questo Festival è oggi la vetrina per un cinema che fa riflettere, fatto di opere appartenenti al circuito indipendente e non, con l’intento di parlare e far parlare di impegno civile e tematiche sensibili. Purtroppo, ancora oggi, registi, produttori, distributori non lavorano in maniera inclusiva e per interpretare ruoli di persone con disabilità non vengono scritturati attori con disabilità.

ArTelesia si pone quindi l’importante obiettivo di utilizzare la Settima Arte come strumento per veicolare messaggi dal grande impatto sociale, su cui riflettere con senso critico e sentirsi coinvolti attivamente, come attori di un cambiamento sociale a cui dare voce».

Il tema di questa edizione del Festival – che si svolgerà sia in presenza che online – sarà quello della Rinascenza, con 45 film selezionati per il Concorso Internazionale, sui 1.600 iscritti tra corto e lungometraggi, di cui due anteprime mondiali, e tanti volti noti del cinema e del teatro (Paolo Ruffini, Lina Sastri, Andrea Roncato, Claudio Santamaria e Francesca Barra, per citarne solo alcuni), che si alterneranno sul palcoscenico del Teatro San Carlo di Benevento, per parlare di disabilità e bullismo, violenza sulle donne e tematiche LGBT, razzismo e tutti gli altri argomenti sensibili che toccano l’attualità: in collegamento e molti altri.

In foto: Francesco Tomasiello, qui con l’attrice Daniela Poggi, è la “mente” del “Social Film Festival ArTelesia” di Benevento

Il trentatreenne Tomasiello vanta già molteplici interpretazioni, partecipazioni a concorsi e manifestazioni, e anche premi come quelli vinti dal suo cortometraggio Così, su due ruote, prodotto nel 2007 dal Giffoni Film Festival. È proprio dal suo continuo fermento intellettuale agli albori delle sue esperienze teatrali che si è concretizza l’idea di organizzare un festival “diverso”, che aiutasse ad uscire dagli schemi e fosse in grado di ampliare lo sguardo, trattando apertamente e senza paura i temi più vari, dall’inclusione sociale all’impegno civile, dalle minoranze alle problematiche dei giovani, dall’integrazione ai migranti, dalle violenze alle discriminazioni.

Dopo la Laurea in Scienza dell’Educazione, inoltre, Tomasiello si è anche dedicato alle tematiche collegate alla formazione, realizzando il progetto La Banca del Tempo, che consente alle persone di mettere a disposizione il proprio tempo per prendersi cura di persone con disabilità. Ora sta lavorando per creare un “Dopo di Noi”, che garantisca alle persone con disabilità una continuità nell’assistenza qualificata, dopo e oltre quella dei familiari.

«Attualmente – spiega – il mio impegno nel sociale è totale. Credo che si debba portare all’attenzione di tutti il fatto che non debbano essere più tollerati soprusi, differenze, discriminazioni. Bisogna rimettere al centro la persona e l’uomo in quanto tale, in una sorta di Nuovo Umanesimo per una Nuova Rinascenza. Ma oltre ad attenzionare l’opinione pubblica, cosa che già faccio con il Social Film Festival ArTelesia, dobbiamo trovare soluzioni concrete e metterle in atto con risoluta volontà, senza falsi perbenismi o pregiudizi. Personalmente credo di essere l’esempio concreto che tutto si può fare e mi impegno ad essere portavoce per coloro che non riescono o non possono farlo».

questo link è disponibile il programma completo del 13° Social Film Festival ArTelesia. Per ogni ulteriore informazione: Barbara Mazzocco (barbara.mazzocco@fluidacomunicazione.it); Elena Bellistracci (elena.bellistracci@fluidacomunicazione.it).

UN AVATAR ROBOT PER VISITARE A DISTANZA IL MUSEO

Dal 4 novembre, nell’ambito della mostra Sociocromie, MuseoCity permette anche alle persone con gravi disabilità motorie di visitare il Museo guidando da casa un alter ego robotico

Da giovedì 4 novembre al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, grazie alla collaborazione con l’associazione MuseoCity, è per la prima volta possibile, anche per le persone con gravi disabilità motorie, accedere e visitare le esposizioni senza muoversi da casa. Nell’ambito di SOCIOCROMIE, mostra curata dall’architetto e designer Giulio Ceppi dedicata al valore storico e sociale del colore, arriva infatti al Museo BrainControl Avatar, un alter ego robotico comandabile a distanza dal proprio pc, senza la necessità di acquisire altri strumenti.

L’avatar robotico permette anche a chi ha disabilità motorie gravi e gravissime di visitare in remoto la mostra Sociocromie e la collezione Trasporti nel padiglione Aeronavale del Museo in maniera del tutto indipendente, collegandosi con il sistema per muoversi all’interno degli spazi museali, osservare gli oggetti in maniera ravvicinata, e interagire con il pubblico, per un’esperienza dall’intenso impatto relazionale.

La volontà di mettere a disposizione un avatar come BrainControl, fa parte di una più ampia visione del Museo volta a garantire maggiore accessibilità e inclusione sociale ai suoi visitatori e la collaborazione con MuseoCity si basa sugli stessi valori. L’associazione MuseoCity, infatti, dal 2016 è impegnata nel promuove molte iniziative volte a rendere i musei sempre più aperti per tutti, cosicché chiunque possa ammirare le opere d’arte in essi contenute ed essere accolti nel migliore dei modi. Il sostegno del progetto Avatar BrainControl al Museo vuole essere un primo passo nella speranza che possa essere un esempio tale da ispirare anche altre realtà museali milanesi.

Le visite guidate tramite BrainControl Avatar alla mostra Sociocromie sono prenotabili gratuitamente attraverso il sito del Museo nelle giornate 4-5-9-10-11-12 novembre mentre sabato 6 e domenica 7 novembre sarà possibile scoprire la collezione Trasporti del Museo all’interno del padiglione Aeronavale.

Il progetto BrainControl è ideato da LiquidWeb, Pmi senese specializzata nel settore HCI (Human Computer Interface), e il suo arrivo all’interno del Museo è reso possibile grazie anche al supporto di Fondazione Mantovani Castorina, onlus dedicata alle persone con grave disabilità intellettiva e neuromotoria.

Come prenotare? L’attività è gratuita su prenotazione. Per prenotare il tuo turno di visita scrivi a avatar@braincontrol.eu

SOCIOCROMIE di Giulio Ceppi (fino al 14 novembre)

Il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano ospita SOCIOCROMIE, mostra curata da Giulio Ceppi, architetto, designer e fondatore di Total Tool, dedicata al valore storico e sociale del colore, raccontando come, attraverso il colore, sia possibile evocare un concetto universalmente riconosciuto. La mostra evidenzia – nell’ambito del XX secolo e l’inizio del XXI – momenti di valore storico e sociale, legati alla politica, agli eventi sportivi, alle innovazioni tecniche, che ricorrono al colore quale espressione connotante, da cui deriva la denominazione SOCIOCROMIE – neologismo ideato da Ceppi – che si riferisce ad un fatto sociale a tutti noto ed espresso attraverso l’uso di diverse tonalità con una natura metaforica o a volte metonimica.

Ne sono alcuni esempi la MAGLIA ROSA, la BLUE ECONOMY, le BRIGATE ROSSE, il BLACK FRIDAY, le TUTE BLU, l’ORO NERO, le QUOTE ROSA, i COLLETTI BIANCHI fino ad arrivare alla ZONA ROSSA, diventata di uso comune nell’ultimo anno. Questi sono solo alcuni dei 25 binomi esposti in mostra e identificati come “cromonimi”, ovvero eventi della vita quotidiana espressi ricorrendo ad una tinta che permette in modo figurato di rappresentare meglio la realtà.

Orario di apertura: martedì – venerdì 09.30 – 17; sabato, domenica, festivi 09.30 – 18.30 Costo: Museo + Mostra biglietto unico Visita gratuita Sociocromie con BrainControl Avatar Giovedì 4 novembre ore 14.30, 15, 15.30 Venerdì 5, martedì 9, mercoledì 10 e giovedì 11 novembre ore 10, 10.30, 11, 14.30, 15, 15.30 Venerdì 12 novembre ore 10, 10.30, 11 Visita gratuita padiglione Aeronavale con BrainControl Avatar Sabato 6 e domenica 7 novembre ore 11, 12, 14, 15, 16

(Comunicato stampa MNST Leonardo Da Vinci)

Il fumetto contro gli stereotipi sulla sessualità delle persone con disabilità

Il fumetto come strumento per sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi della sessualità e della disabilità: è questo il motivo ispiratore del concorso Sensuability & Comics. L’iniziativa, che vede la collaborazione del Comicon, è nata per diffondere e far conoscere il progetto Sensuability, lanciato dall’associazione di promozione sociale Nessunotocchimario.

Il fumetto come strumento per sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi della sessualità e della disabilità: è questo il motivo ispiratore del concorso Sensuability & Comics. L’iniziativa, che vede la collaborazione del Comicon, è nata per diffondere e far conoscere il progetto Sensuability, lanciato dall’associazione di promozione sociale Nessunotocchimario.

Un’idea nata per colmare un vuoto conoscitivo e rispondere ad alcuni quesiti inderogabili, come è possibile evincere dal manifesto del sito: “Perché la società è reticente a parlare, raccontare e persino immaginare persone con disabilità alla ricerca del piacere sessuale? Forse il corpo, le pulsioni erotiche e il desiderio sono un’esclusiva di chi non ha disabilità fisiche o cognitive? O le uniche risposte accettabili sono l’astinenza e l’assistenza sessuale?“.

Sensuability & Comics: contro la retorica delle persone disabili come “Eroi”

Purtroppo, spesso, i media tendono a trasformare le persone con disabilità nelle protagoniste di narrazioni svilenti e totalmente distaccate dalla realtà: vengono etichettate loro malgrado come “eroi” o “angeli“, senza che nessuno provi a compiere uno sforzo ulteriore per mostrarle esattamente per come sono, ossia persone con pregi e difetti, successi e insuccessi, amori ricambiati e falliti e, ovviamente, esperienze sessuali.

Ecco perché “Sensuability si pone l’obiettivo di cambiare l’immaginario collettivo sulle persone con disabilità per non fare più distinzioni, eccezioni, tortuosi ragionamenti e giri di parole“.

Il mondo della pubblicità – ha dichiarato Armanda Salvucci, ideatrice del progetto Sensuability e presidente di Nessunotocchimario –, più di ogni altro, riflette di continuo innumerevoli stereotipi sulla perfezione dei corpi e sulla stessa idea di sessualità. C’è molto lavoro da fare per superare l’attuale visione di questi temi, qualcosa sta cambiando con l’affermarsi di movimenti legati spesso alla body positivity ma la disabilità resta ancora un tabù difficile da affrontare“.

Il fumetto come mezzo per costruire immaginari più inclusivi

L’idea di Sensuability & Comics è animata dall’ambizione di scardinare per sempre questi preconcetti, avvicinando le persone con disabilità al proprio diritto al piacere. Allo stesso tempo, l’obiettivo è quello di incentivare una nuova narrazione della disabilità, che contempli la sessualità come parte integrante della vita di tutte le persone.

Lo facciamo con ironia, il registro che da sempre caratterizza le nostra attività, certi che un sorriso possa contribuire più di mille discussioni a fissare concetti e aprire porte”, ha concluso Salvucci. Da questo punto di vista, la narrazione a fumetti rappresenta uno strumento inestimabile per forgiare un nuovo immaginario collettivo: il concorso Sensuability & Comics è rivolto a tutti e tutte le fumettiste/i e illustratrici/illustratori esordienti e non, che abbiano compiuto i 16 anni di età.

L’iscrizione è gratuita e aperta a tutti gli appassionati dell’illustrazione e/o del fumetto. Ogni partecipante dovrà realizzare un’opera originale e inedita, nella quale sia rappresentata una scena romantica, erotica o sensuale tratta da una pubblicità famosa o che sia significativa per la partecipante. È possibile presentare le opere entro il 15 gennaio 2022.

La Presidente della giuria sarà la fumettista catanese Josephine Yole Signorelli, conosciuta come Fumettibrutti. La locandina della nuova edizione è stata realizzata da Salvatore Siliberto.

(fanpage.it)

“Musei per tutti”, i luoghi di cultura accessibili per le disabilità intellettive

In occasione delle Giornate europee del patrimonio 2021, dedicate al tema dell’inclusione senza limiti e senza frontiere, anche il Museo nazionale romano è entrato, con tutte le sue sedi, nel circuito dell’iniziativa promossa dalla onlus “L’abilità”

Migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità intellettiva facendo vivere l’esperienza della visita ad un luogo di cultura come ogni cittadino, permettendo di percepire la bellezza del patrimonio culturale, capirla perché adeguatamente spiegata, interiorizzarla perché vissuta a livello cognitivo ed emotivo.

È l’obiettivo del progetto “Museo per tutti”, promosso dall’associazione “L’abilità”, onlus nata a Milano nel 1998, che fin dalla sua fondazione si occupa di accessibilità e inclusione per le persone con disabilità. L’ultimo luogo di cultura, in ordine temporale, a entrare nel percorso, il Museo nazionale romano, è stato presentato il 25 settembre, in occasione delle Giornate europee del patrimonio 2021, dedicate al tema dell’inclusione senza limiti e senza frontiere.

Il progetto nasce nel 2015 con la mission di aprire i musei a persone con disabilità intellettiva – spiega Carlo Riva, direttore dell’associazione L’abilità onlus -.
Quando si parla di inclusione ai musei spesso si fa riferimento alle disabilità sensoriali o motorie, mentre la disabilità intellettiva è sempre un po’ misconosciuta.”

Per noi era importante portare questo pubblico all’interno dei musei non attraverso percorsi di arte terapia, ma attraverso percorsi guidati dove la persona si possa avvicinare al mondo dell’arte e ne recepisca la bellezza in modo da avere poi una migliore qualità della vita e un benessere maggiore.
L’iniziativa è rivolta a bambini, ragazzi, adulti con ogni tipo di disabilità intellettiva, quindi da persone con sindrome di down a quelle con sindromi rare in cui è compromessa la funzione mentale, quindi persone con deficit di attenzione, concentrazione, memoria, orientamento”.

Per raggiungere questo obiettivo il progetto mette in atto azioni e strumenti specifici:“Noi facciamo una formazione agli operatori museali del settore educativo e a tutti gli operatori di sala e di back office coinvolti su cos’è la disabilità, cosa vogliono dire inclusione e un progetto su disabilità e arte.
Dopo costruiamo con loro uno specifico percorso di visita inclusivo e una guida accessibile stampata o scaricabile dal sito.”

“Musei per tutti”, i luoghi di cultura accessibili per le disabilità intellettive

Queste guide nascono da un lungo processo e raccontano cos’è un museo, le regole per accedervi, la descrizione di una decina di opere d’arte, cosa fare dentro al museo. Il tutto redatto nel cosiddetto ‘Easy to read’, un linguaggio facilitato codificato e regolamentato dall’Unione europea, adatto a essere utilizzato sia da bambini sia dagli adulti con queste problematiche”.

Sono guide scaricabili dal sito accessibile dedicato al progetto o dal sito internet di ogni luogo di cultura aderente:
Il caregiver, il genitore, l’educatore, l’insegnante, lo psicologo scarica la guida, si prepara con la persona con disabilità, che quando va al museo così non ha ansia, stress emotivo e psichico ma si avvicina all’opera con tranquillità, senza timore”.

La guida, precisa Riva, permette anche un lavoro a distanza: “Dopo la visita al museo si fa tutto un lavoro di rievocazione e memoria dell’esperienza vissuta”. L’iniziativa punta a promuovere “l’autonomia perché la persona con disabilità non ha bisogno di una visita guidata ad hoc, ma prende la guida e può andare da sola al museo. Se, invece, c’è un gruppo di adulti che frequenta un centro diurno o è residente in una comunità può telefonare al museo e il personale educativo formato da noi può fare una visita guidata ad hoc”.

Da settembre è on line il sito di “Musei per tutti”, che risponde ai criteri di accessibilità del web ed è interamente accessibile anche in inglese. Il sito ha il duplice obiettivo di presentare il progetto e i luoghi di cultura che hanno aderito sia alle persone con disabilità intellettiva – attraverso una presentazione dedicata in homepage con le immagini e i testi facilitati in “Easy to read” – sia agli addetti ai lavori degli ambiti culturale e socioassistenziale.Attraverso il sito i visitatori con disabilità intellettiva e i loro caregiver possono trovare i luoghi di cultura che sono diventati accessibili con tutte le informazioni di contatto e scaricare gratuitamente la guida per prepararsi alla visita.

Noi siamo presenti in tutta Italia e da qualche anno è nata una costola del progetto che si chiama ‘Bene Fai per tutti’ perché sono coinvolti i beni del Fai (Fondo ambiente italiano) con la stessa modalità – dichiara Riva -. Il progetto è sostenuto dalla Fondazione De Agostini: tramite la Fondazione e il Fai ogni anno rendiamo accessibili due o tre musei o beni del Fai”.

L’ultimo luogo di cultura reso accessibile è il Museo nazionale romano. “Su Palazzo Altemps già avevamo fatto un intervento due anni fa, adesso abbiamo completato con le altre tre sedi – Terme di Diocleziano, Palazzo Massimo e Crypta Balbi – e rivisto alcuni percorsi su Palazzo Altemps”, afferma il direttore della onlus.

Il patrimonio del Museo nazionale romano, esposto in palazzi storici e articolati complessi monumentali, ha rappresentato una vera sfida per la squadra composta dall’équipe di Museo per tutti e dal personale del Servizio educativo del Museo nazionale romano: l’obiettivo è stato non solo presentare i singoli reperti, restituendone il più possibile il significato storico e artistico, ma anche rendere comprensibili spazi che i secoli hanno trasformato e rimodellato. Le guide accessibili per il Museo nazionale romano possono essere scaricate dal sito istituzionale: www.museonazionaleromano.beniculturali.it.

“Musei per tutti”, i luoghi di cultura accessibili per le disabilità intellettive

Ad oggi sono 18 i luoghi di cultura italiani accessibili alle persone con disabilità intellettiva grazie a “Museo per tutti”: la Galleria nazionale di arte moderna e contemporanea di Roma, il Museo nazionale romano, il Bego – Museo Benozzo Gozzoli di Castelfiorentino (Firenze), la Venaria Reale (Torino), il Museo archeologico San Lorenzo di Cremona, il Museo degli Innocenti a Firenze, il Museo delle Culture del mondo – Castello D’Albertis a Genova; e 11 Beni del Fai – Fondo per l’ambiente italiano. Inoltre, sono state realizzate 21 guide accessibili e 7 mostre accessibili e si contano 1.000 visitatori con disabilità intellettiva all’anno.

In questi anni – dice Riva – abbiamo avuto un buon riscontro all’iniziativa soprattutto in termini di benessere: quello che ci raccontano i caregiver è che nel loro immaginario difficilmente pensavano di andare al museo perché viene visto come un luogo di alta cultura, distante, non comprensibile per persone con disabilità intellettiva, la cui vita di solito è relegata ad attività in piscina, al parco, al mercato, una vita di comunità improntata su attività facilmente comprensibili.”

L’idea del museo un po’ sconvolgeva: quando abbiamo fatto capire che c’erano elementi facilitatori e che quindi non si trattava semplicemente di andare a guardare delle opere, ma c’era tutto un processo di formazione degli operatori museali e con tanto materiale da leggere e di cui guardare le immagini, è stato il lasciapassare per un’attività che dà benessere e permette di ampliare gli orizzonti. Le persone con disabilità sono state bene come gli stessi caregiver”.

A fine anno, conclude Riva, “inaugureremo il museo accessibile di Brera e quello del Castello Sforzesco a Milano”.
(difesapopolo.it)

Teatro della Juta di Arquata, tecnologia a supporto della disabilità

Al Teatro della Juta di Arquata Scrivia si alza il sipario sul nuovo progetto Juta No Limits, nato dalla collaborazione tra Associazione Abilitando, Commedia Community e Centro Diego Fabbri. Questa innovativa sperimentazione ha l’obiettivo di dare la possibilità alle persone con disabilità visiva, uditiva e intellettiva di vivere l’esperienza del  teatro.

Infatti, se è vero che in Italia sono stati fatti passi avanti nell’accessibilità a favore delle persone con disabilità motoria, ben poco è stato invece fatto per quanto riguarda l’abbattimento delle barriere sensoriali. Per questo, ancora molti sono esclusi dal piacere di partecipare a uno spettacolo teatrale, a un concerto o alla rappresentazione di un’opera lirica.

Mai come in questo caso è possibile dire che la suggestione dello spettacolo e l’emozione che l’arte teatrale riesce a trasferire, sono davvero accessibili a tutti. Il progetto Juta No Limits, infatti, traduce in realtà le indicazioni della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità che sancisce il diritto “delle persone con disabilità a prendere parte su base di uguaglianza con gli altri” alle attività culturali, nel senso più lato del termine. Spesso la realtà fotografa situazioni molto diverse: questo diritto viene frequentemente ostacolato, configurando questa negazione come una discriminazione.

L’impegno comune dei partner del progetto – Abilitando Onlus, capofila e ideatore, Centro Diego Fabbri di Forlì e Associazione Commedia Community – ciascuno con le proprie competenze, ha reso possibile abbattere ogni barriera e aprire le porte del Teatro della Juta a tutti. Oggi esistono strumenti e conoscenze che consentono a chiunque di godere della magica atmosfera di uno spettacolo teatrale. Il progetto Juta No Limits prevede il diretto coinvolgimento dei soggetti disabili, il supporto ai caregiver a livello di assistenza all’utente, attività di sensibilizzazione e formazione sul territorio, oltre all’impiego di molte delle tecnologie oggi disponibili per uno spazio davvero domotico.

La sala del Teatro della Juta, che sorge nei locali dello storico jutificio di Arquata Scrivia, completamente accessibile alle persone con disabilità motoria, è di piccole dimensioni e ben si presta all’esperienza pilota del progetto Juta No Limits, che poi mira a diventare un’iniziativa da esportare in altre realtà piemontesi e italiane. Il Teatro della Juta sarà dotato degli strumenti necessari alla piena accessibilità a persone sorde, ipoudenti, cieche e ipovedenti:

  • audio introduzioni
  • audio descrizioni
  • sopratitoli
  • tour tattili
  • loop a induzione magnetica.

Grande attenzione sarà inoltre riservata alle persone con disabilità intellettiva e cognitiva, attraverso modalità di spettacolo innovative già sperimentate in alcuni paesi europei, oltre che alla formazione dello spettatore, a partire dalle giovani generazioni, incentivando soprattutto gli studenti a riscoprire l’arte della messa in scena, come spettatori “attivi”, avvicinandoli anche al mondo del volontariato. Il progetto prevede infatti incontri con le classi dedicati alle messe in scena e agli autori, percorsi formativi sul volontariato e la cultura, legati specificatamente all’assistenza delle persone con disabilità sensoriali e intellettive durante gli spettacoli.

Il progetto coinvolge:

  • Abilitando: l’associazione senza scopo di lucro nata nel 2015 promuove e tutela i diritti delle persone con disabilità e di tutti i soggetti fragili, concorrendo con le proprie attività a facilitarne la vita quotidiana. Si occupa di promozione, ricerca, sviluppo di beni, servizi, apparecchiature, attrezzature, applicazioni e tecnologie, secondo i principi del minore adattamento e del minor costo possibile. Tali attività vengono perseguite attraverso la progettazione e l’organizzazione di eventi, seminari informativi e di aggiornamento, counseling, gruppi di lavoro, laboratori ludico-ricreativi, teatrali, musicali, coreutici e artistici, laboratori informatici nonché la progettazione e lo sviluppo di applicazioni.
  • Associazione Culturale Commedia Community: nata nel 2004 con lo scopo di diffondere la cultura cinematografica e teatrale, dal 2013 gestisce il Teatro della Juta di Arquata Scrivia e ha dato vita al progetto culturale dell’Accademia della Juta, un progetto culturale vivo, fluido.
  • Centro Diego Fabbri: l’associazione culturale senza scopo di lucro è stata costituita nel 2004. Tra i suoi scopi ci sono la promozione e valorizzazione della figura, delle opere e del pensiero del drammaturgo forlivese Diego Fabbri. Il Centro si dedica, con particolare efficacia, alla promozione della accessibilità ai linguaggi artistici per persone con disabilità, attraverso il progetto Teatro No Limits di audio descrizione e sopratitolaggio di spettacoli teatrali per persone con disabilità visive e /o uditive. Il progetto ha avuto avvio nel 2011 con il supporto del Dipartimento di Interpretazione e Traduzione (DIT) dell’Università di Bologna per arrivare a dar vita ad una vera e propria stagione teatrale trasversale che coinvolgendo, ad oggi, una rete di 14 teatri.

Il progetto è finanziato dalla fondazione CRT nell’ambito del bando Vivomeglio 2020 e ha ottenuto un contributo dal Comune di Arquata Scrivia, comune in cui insiste il Teatro della Juta. Inoltre, è realizzato in collaborazione con Whisper e San Crispino, con il supporto tecnologico di Rai e la supervisione tecnico – scientifica di Fe.D.Man – Federazione Disability Management.

(radiogold.it)

Un’auto a misura dei (quasi tutti) disabili grazie alla tecnologia adattativa

L’iniziativa è dell’Associazione disabili bergamaschi in collaborazione con il Club Clay Regazzoni. Un’auto per aiutare le persone con difficoltà motorie che vogliono imparare a guidare o ricominciare a farlo

Ma i disabili possono guidare? La risposta è sì. Aggirato questo primo ostacolo (che è quasi un pregiudizio) la domanda che viene spontaneo porsi è: come fanno concretamente? A dissipare questi dubbi ci pensa in modo molto schietto Claudio Tombolini, presidente dell’Associazione disabili bergamaschi, romano d’origine e bergamasco d’adozione che convive con una disabilità da quando aveva sei anni e si muove con l’ausilio di una sedia a ruote.

La nostra è un’associazione che fornisce servizi alle persone e negli anni ci siamo accorti che quello che andavamo ad offrire era un sostegno mancante di qualcosa, sia a Bergamo che in provincia: la possibilità per i disabili di avere un’auto che è possibile guidare. Questo progetto si basa molto semplicemente su un principio di utilità. Abbiamo acquistato una vettura e l’abbiamo multi-adattata. Le persone con disabilità motorie ed handicap possono guidare, installando dei dispositivi”.

Da qui nasce l’idea di un’automobile per disabili: “La sua peculiarità risiede proprio nel fatto che l’autovettura permette di montare e smontare molto velocemente i vari dispositivi che si adattano alle varie disabilità. Ovviamente questa affermazione non deve essere presa alla lettera o in senso assoluto, perché quando ci sono disabilità importanti come una tetraplegia grave che prevedono l’utilizzo di un joystick montato sul veicolo, in quel caso sono necessari dei mezzi di locomozione specifici, perché ovviamente il joystick non si monta sulle autovetture”.

Insomma, com’è ovvio che sia, un veicolo per disabili ma non per tutti: “Diciamo che si tratta di una macchina che è compatibile con il 90% dei dispositivi adattativi. Questo perché ogni disabilità è diversa e la stessa patologia può avere conseguenze che variano da persona a persona”. Il veicolo è messo a disposizione ad uso gratuito delle persone con disabilità che intendono prendere la patente di guida.

Ma come si stabilisce l’idoneità alla guida? In altre parole chi può usare la macchina e chi no?

L’idoneità alla guida, in questi casi specifici, viene stabilità da una commissione medica che opera a livello locale. Solitamente è composta da un fisiatra, da altri medici specialistici e poi da un ingegnere della motorizzazione. In base alla loro valutazione viene rilasciato un certificato che specifica il tipo di dispositivo da montare sulla macchina”.

A quel punto il problema principale è che le scuole guida non dispongono di macchine multi-adattate. Il numero di persone che necessitano di un veicolo del genere in proporzione sono pochissime. Quindi una volta ottenuto il certificato che sancisce l’idoneità alla guida, la persona interessata deve prima acquistare l’autovettura. Solo dopo montare il dispositivo e fare poi le guide col veicolo di sua proprietà.

È proprio in questa fase che interviene l’associazione che con questa automobile vuole colmare quello che è a tutti gli effetti un vuoto assistenziale: “Il nostro obiettivo è di consentire a queste persone di disporre di una vettura che permetta loro di fare tranquillamente le lezioni di guida e solo successivamente, una volta ottenuta la patente, acquistare la macchina che più preferiscono o di cui hanno bisogno in base al dispositivo da montare stabilito dalla valutazione medica”.

Il veicolo può anche essere richiesto in prestito anche nel caso i soggetti che dispongono già di un’automobile “speciale” e abbiano la necessità di ripararla o revisionarla: “Naturalmente anche le macchine su cui si montano le tecnologie adattative possono subire dei guasti, ma se l’auto rimane ferma per due o tre giorni in officina, questo si trasforma in un vero e proprio disagio per una persona disabile che rischia di rimanere bloccata o di dover dipendere dagli altri”.

L’ Associazione é inoltre di supporto all’Unita Spinale dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo al centro di riabilitazione di Mozzo in cui arrivano persone che subiscono lesioni midollari o altri incidenti gravi:

Uno dei motivi principali che ci ha spinto ad avviare un progetto del genere é anche quello di intervenire in queste situazioni nelle quali ci sono per la maggior parte pazienti che hanno la patente e guidano, ma hanno la necessita di tramutare l’auto in una versione, diciamo cosi, speciale. Dunque, prima di avviare tutto l’iter, noi diamo a queste persone la macchina durante la degenza ospedaliera, cosi anche mentre sono ricoverate, possono prendere dei permessi di un’ora o due e imparare ‘a guidare di nuovo’. In questo modo quando vengono dimessi dal centro
sono gia in grado di mettersi al volante”.

Claudio Tombolini mi trasmette l’impressione di una persona estremamente pragmatica e diretta che incarna molto bene quello che dovrebbe essere il modo più giusto per affrontare le difficoltà e le problematiche legate al mondo della disabilità. L’obiettivo dell’associazione non è infatti quello di aggirare gli ostacoli ma di partire dal loro riconoscimento per cercare di trovare una soluzione che si traduca in un utile concreto, tangibile, per le persone disabili, come nel caso di quest’auto che, lo ricordiamo, è stata acquistata tramite il contributo di diverse organizzazioni no-profit che operano nel campo della disabilità.

Sono diventato presidente dell’Associazione disabili bergamaschi una decina di anni fa e insieme a Mauro Foppa, che è un altro ragazzo disabile, e ad altre due persone, ho fondato la Bergamo Special Sport. Noi provenivamo dalla polisportiva handicappati che si era sciolta, quindi il nostro obiettivo era quello di ricostituire la squadra di basket di cui ho fatto parte sia come allenatore che come giocatore. Poi col tempo la SBS è diventata una realtà più grande che include diverse discipline sportive e che ancora oggi riesce a ottenere degli ottimi risultati in termini sportivi. L’ADB come la SBS pratica sport-terapia e la maggior parte degli operatori che fanno attività sportiva terapeutica a Mozzo sono persone che militano o hanno militato nella SBS. Diciamo che c’è un filo diretto che ci unisce”.

La mission dell’associazione è quella di sostenere l’autonomia delle persone con disabilità. Garantendo sia ai disabili che alle loro famiglie un ausilio in termini materiali e un supporto a livello psicologico. In linea con questi principi, l’automobile è pensata per essere utilizzata in modo totalmente autonomo: “Il presupposto è che una persona con disabilità che guida ha un margine di autonomia per salire e scendere dalla macchina, per tirare su la carrozzina e riporla in auto. Una situazione che riguarda anche chi cammina utilizzando un deambulatore o un bastone”.

Claudio Tombolini ha 59 anni (di cui 53 da paraplegico), uno spiccato accento romano e non ha esitazioni nella voce quando mi racconta che la sua disabilità è stata causata da uno scontro con un’auto che lo ha investito mentre attraversava sulle strisce pedonali, quando era solo un bambino di sei. “Nella vita non mi sono mai dato per vinto, ho sempre fatto sport, ho partecipato a due paralimpiadi, ho conquistato due scudetti e un campionato del mondo e sono fermamente convinto del fatto che lo sport si sia una terapia sia fisica che mentale”.

L’atteggiamento è quello di chi non accetta favoritismi e non chiede sconti, nemmeno di fronte alla disabilità: “se una persona disabile riesce ad usufruire di un servizio in modo ottimale, senza incontrare ostacoli, è giusto che anche questa dia il suo contributo. Ma perché ciò possa accadere è chiaro che bisogna creare le condizioni, spianare la strada. È solo facendo così che si restituisce dignità alle persone ed è proprio questo che vogliamo fare noi con la nostra attività da oltre trent’anni”.

L’auto è stata presentata in Piazza Matteotti a Bergamo il 25 settembre. “Questi eventi sono fondamentali per noi, anche per consentire alle persone di prendere coscienza di quello che fa l’Associazione e di quanto nel mondo dell’associazionismo solidale anche un singolo contributo possa fare la differenza”.

(ecodibergamo.it)