Conferenza disabilità. “La vita indipendente sia una realtà concreta”

Se ne è parlato nel gruppo di lavoro su “Politiche, servizi e modelli organizzativi per l’inclusione delle persone disabili”

BOLOGNA – Azioni di sistema, analisi delle buone prassi, sensibilizzazione sulla deistituzionalizzazione, riforma dell’indennità di accompagnamento, finanziamento alla non autosufficienza e alla vita indipendente. Sono questi alcuni dei provvedimenti da attuare per realizzare la linea 3 del Programma di azione biennale di governo per i diritti delle persone disabili. Se n’è parlato in uno dei gruppi di lavoro della sessione pomeridiana della prima giornata della IV Conferenza nazionale sulla disabilità in corso a Bologna, quello dedicato a Politiche, servizi e modelli organizzativi per la vita indipendente e l’inclusione nella società.

“Passare dal modello medico al modello sociale di rispetto dei diritti umani e di cittadinanza , questo per noi è la Convenzione Onu sui diritti dei disabili – ha detto Germano Tosi, di Enil Italia (European network on indipendent living) – La linea di intervento 3 del Programma di azione chiede che la vita indipendente sia una realtà concreta: la ratifica della Convenzione deve essere uno stimolo per le Regioni a seguire questa strada, dando la possibilità alle persone disabili di scegliere il tipo di assistenza”. Tosi ha sottolineato che “attivare la Linea 3 significa estendere il buon esempio di alcune regioni nel nome di un federalismo solidale. Purtroppo, la modifica del titolo V della Costituzione ha reso difficile tutto questo restituendo di fatto un quadro frammentato di prestazioni assistenziali. L’introduzione dell’Isee ha poi aggravato il quadro”.

Al gruppo di lavoro è intervenuto anche Marco De Giorgi dell’Unar. “L’accesso a beni e servizi è la garanzia di una vita indipendente, questo afferma l’articolo 19 della Convenzione – ha ricordato De Giorgi – Dare empowerment significa dare alla persona disabile la consapevolezza delle proprie scelte, dando però anche una tutela giuridica”. Si è detto “ottimista ma non ingenuo” Raffaele Gobetti dell’Osservatorio regionale umbro sulla condizione delle persone disabili. “L’obiettivo della piena inclusione è lontano – ha detto – Ci sono però azioni a costo zero che possono essere messe in campo, come ad esempio l’ottimizzazione del lavoro degli uffici regionali, delle asl, degli enti locali. Se la disabilità è solo un costo, appare impossibile trovare il denaro necessario”. Infine, Sandro Giovannelli di Anmil Sardegna ha ricordato che con il Fondo sardo per la non autosufficienza sono stati finanziati 36 mila progetti di cui 5 mila per la vita indipendente, con 140 milioni di euro di fondi propri. Secondo Giovannelli, “la coprogetazione e la personalizzazione degli interventi devono essere diritti esigibili”.

(superabile.it)

Disabili, Giovannini: “Creare un disability manager nei ministeri”

Il titolare del dicastero del Lavoro e del welfare ha proposto di introdurre la figura di un professionista come interlocutore tra i cittadini e le istituzioni.

<!– –>La proposta per il cambiamento, almeno nelle intenzioni, arriva dalla Conferenza nazionale sulle politiche per la disabilità a Bologna. “Nel ministero”, ha annunciato il ministro del Lavoro e del Welfare Enrico Giovannini, “non abbiamo un ‘disability manager‘, ma poichè stiamo per riorganizzarlo, non dico la prossima settimana, ma quella successiva proverò ad incontrare le strutture del ministero, ma anche Inps e Inail per vedere cosa possiamo fare al nostro interno, perchè i cambiamenti si fanno così”. Giovannini ha poi sottolineato che “anche gli altri ministeri possono fare lo stesso” per studiare come introdurre questa nuova figura che si occupi delle persone disabili e delle loro problematiche. Secondo il ministro, questo “è un altro pezzetto sul quale possiamo prendere un impegno che è realizzabile”.

Il Congresso dedicato alla disabilità è stato anche oggetto di alcune polemiche. Nel pomeriggio di venerdì, poco dopo l’inaugurazione, una cinquantina di persone sono rimaste bloccate ai piani alti del palazzo dei congressi per più di tre ore a seguito del guasto degli ascensori. “La notizia è falsa”, ha precisato il vice ministro Maria Cecilia Guerra, “Risponde a verità che c’è stato un guasto a cui si è posto rimedio in circa un’ora e mezza. Ha determinato un disagio, di cui mi dispiaccio e scuso, in un orario per fortuna di scarsa affluenza in quanto i lavori dei gruppi erano ancora in corso. Ma neppure per un secondo -precisa Guerra- il piano terra è risultato inaccessibile alle persone con disabilità, non essendo mai venuto meno il funzionamento di due ulteriori ascensori collocato a qualche decina di metri dalle sale dedicate alla conferenza”.

Un bilancio positivo della manifestazione è arrivato dal presidente della Conferenza delle regioni Vasco Errani: ”Credo che possiamo, insieme con Governo, Comuni e associazioni, definire un approccio innovativo. I contributi dei gruppi di lavoro hanno un segno univoco su un punto, cioè lavorare sull’integrazione, sull’integrazione sociosanitaria, sulla presa in carico della persona. Ciò vale per chi non ha disabilità e deve valere ancora di più su chi ha una disabilità”. Errani ha spiegato come “ci sono azioni che si debbono e possono fare che non hanno costi, ci sono altre azioni che richiedono attraverso questa integrazione una strategia che dia risposte che valgono per l’aspetto sociale, per l’aspetto dell’inserimento lavorativo e per la formazione”.

Errani ha voluto prendere posizione anche sul problema dei “falsi invalidi” che percepiscono illegittimamente dei sussidi pubblici “facciamo una scelta radicale e in breve tempo: bisogna rivedere tutto il sistema dei controlli perchè non funziona, è costoso e criminalizza chi ha diritto e non coloro che non hanno diritto” alle pensioni. Più in generale, sul tema dei diversamente abili, Errani ha esortato “a non fare politiche manifesto che poi non si realizzano” e a mettere in campo piuttosto “azioni da decidere insieme, concordando quali sono le priorità e i livelli essenziali” ma anche “omogeneizzando le diverse realtà regionali”. Il tutto, ha suggerito Errani, secondo il modello “della presa in carico” messo in campo in Emilia Romagna.

(ilfattoquotidiano.it)

GUERRA: “DISABILI SEMPRE PIÙ DISCRIMINATI. FALSI INVALIDI, UN PROBLEMA CONTENUTO”

“Riconoscere alle persone disabili i diritti di tutti”.
Il viceministro del Welfare Cecilia Guerra nel suo intervento alla quarta Conferenza nazionale sulla disabilità aperta oggi a Bologna. “La crisi sta peggiorando la situazione. Vanno rimosse le barriere ambientali e culturali, per permettere alle persone disabili di essere protagoniste”

“Riconoscere alle persone disabili i diritti di tutti”. Lo ha detto Maria Cecilia Guerra in apertura del suo intervento alla IV Conferenza nazionale sulla disabilità in corso a Bologna. “La ratifica da parte del nostro Paese della Convenzione Onu sui diritti dei disabili è vincolante e non va pensata con leggerezza – ha detto Guerra – Per la prima volta, si afferma che le persone disabili hanno pari opportunità, facendo propria l’enunciazione dei diritti umani del 1948. Non si vuole fare dei disabili delle categorie protette e speciali, ma riconoscere loro i diritti che hanno tutte le altre persone. Questa affermazione si sposa con una concezione nuova della disabilità”. Guerra ha ricordato infatti, che “la disabilità non è una condizione oggettiva della persona, ma deriva dall’interazione e dal rapporto con l’ambiente e spesso nasce o risulta aggravata da barriere, architettoniche, ambientale e culturali. Se riconosciamo questa definizione allora l’impegno che abbiamo sottoscritto con la ratifica è quello di rimuovere queste barriere per permettere ai disabili di essere protagonisti della propria vita e delle proprie scelte, protagonismo sintetizzato dal motto ‘nulla su di noi, senza di noi'”.
La Conferenza è l’occasione per avviare un confronto pubblico sul Programma di azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità. Approvato dal Consiglio dei ministri, il Programma passerà in Conferenza unificata e dovrà avere l’ok da Comuni, Province e Regioni e poi verrà adottato come Decreto del Presidente della Repubblica. “Il percorso – ha sottolineato Guerra – coinvolge tutta la filiera istituzionale e ha un senso se ciascuno di coloro che lo sottoscrive, considera vincolante la messa a punto degli impegni”. In questo senso, la Conferenza è un momento importante e nella tavola rotonda del 13 luglio le istituzioni sono chiamate a rispondere a obiezioni, domande, sollecitazioni da parte dei gruppi di lavoro. Le conclusioni saranno trasmesse al Parlamento per individuare eventuali correzioni alla normativa. “E’ importante – ha continuato il vice ministro – che le istituzioni si mettano in filiera e agiscano insieme. Abbiamo zone d’Italia, come l’Emilia-Romagna, in cui c’è una grande attenzione, ma ci sono dislivelli territoriali insostenibili se vogliamo parlare di diritti umani”.
“Se parliamo di disabilità, dobbiamo ricordarci che parliamo di persone e allora le dobbiamo considerare nella loro interezza, oltre alle caratteristiche personali va tenuto conto anche dell’interazione con l’ambiente”. Il Programma di azione biennale va in questo senso prevedendo linee di intervento che riguardano il riconoscimento e la certificazione, il lavoro, la scuola, i servizi, la mobilità  e la salute. Guerra ha tenuto a insistere in particolare sulla questione del lavoro. “Rilevante disoccupazione di lungo periodo, non partecipazione ai programmi di formazione e abbandono scolastico sono le 3 situazioni che riguardano spesso le persone con disabilità – ha spiegato guerra – e che determinano molto spesso esclusione sociale e povertà. Se interveniamo solo sulla disabilità senza vedere la necessità di affrontare il problema sociale della povertà o quello di garantire alti livelli di partecipazione scolastica o l’inserimento in alti segmenti del mercato del lavoro, non faremo molta strada”.La crisi sta peggiorando la situazione. “La crisi non colpisce tutti nello stesso modo, ma colpisce in modo particolare le persone che possono essere più facilmente messe ai margini – ha affermato poi Guerra – e i disabili sono sicuramente più esposti”. Tutti gli studi dimostrano un forte legame tra le condizioni del mercato del lavoro e le condizioni delle persone disabili. Ecco perché, “bisogna accendere dei fari su marginalità e crisi per evitare che il nostro Paese, che pure ha una legislazione avanzata e ha precorso, in certi i casi, i tempi, faccia dei tragici passi indietro”. La crisi poi si unisce alla discriminazione. “L’Unar ci dice che sono in aumento gli episodi di discriminazione verso le persone disabili – prosegue il vice ministro – La casistica è nota e arriva spesso sui giornali, ma spesso la discriminazione si intreccia ad esempio con l’immigrazione: è il caso di un bambino a cui, a Caserta, è stato negato il sostegno perché figlio di immigrati irregolari e privo della documentazione necessaria o quello di tante persone Lgbt che in un contesto discriminatorio non riescono a esprimere la propria affettività”. Gli episodi di discriminazione “hanno radici nei deficit culturale profondo del nostro Paese. E’ una questione di vigilanza su cui ciascuno di noi è chiamato a rispondere per non cadere nel luogo comune di chi di fronte alla diversità reagisce discriminando”.Questa, secondo il vice ministro, è “la cosa più grave che sta dietro la campagna dei falsi invalidi”, ha detto Guerra, “se ci sono persone che usufruiscono di agevolazioni indebitamente vanno perseguite, ma sappiamo che il problema è contenuto. Quello che la campagna ha fatto però è creare un’immagine che ha segnato nel profondo la sensibilità delle persone che sono state “additate come parassite o vessate da procedimenti di verifica e doppie visite su cui è necessario intervenire”.
(superabile.it)

di Giovanni Cupidi

Napolitano: “Necessario eliminare gli ostacoli che i disabili hanno nel lavoro e nell’istruzione”

Il presidente della Repubblica invia un messaggio ai partecipanti della IV Conferenza nazionale sulle politiche della disabilità, a cui partecipa anche il ministro del Welfare Giovannini: “Nei momenti di difficoltà economica si impone più attenzione alle condizioni di queste persone. Bisogna evitare che il disagio sociale si traduca in emergenza”

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione della IV Conferenza Nazionale sulle politiche della disabilità in programma a Bologna, ha inviato un messaggio ai partecipanti del convegno e punta i riflettori sulle azioni che devono essere messe in campo per i disabili: “E’ ormai necessario che alla garanzia di prestazioni e servizi sanitari e di cura si affianchi un forte impegno diretto alla eliminazione di tutti quegli ostacoli che compromettono sia la mobilità sia l’inserimento nel mondo dell’istruzione e del lavoro. E’ in particolare il tema del lavoro che oggi richiede misure di inclusione efficaci”.Il capo dello Stato ha poi aggiunto. “E’ quindi importante che il primo programma di azione italiano, promosso dall’osservatorio, tratti di questo tema in modo serio e approfondito, anche in risposta alla sentenza della Corte di giustizia dell’unione europea. Proprio nei momenti di difficoltà economica come quelli che stiamo attraversando si impone una particolare attenzione alla condizione e ai diritti delle persone con disabilità, così da evitare che il disagio sociale si traduca in emergenza, come purtroppo in troppi casi sta avvenendo”.Oggi, al Palazzo dei Congressi di Bologna si riuniscono infatti esperti nazionali e internazionali che parleranno del mondo della disabilità e di come attuare un piano d’azione per allargare i diritti dei disabili. Tra i partecipanti, il ministro del Welfare Giovannini.Guerra: “Pochi finanziamenti alle politiche sociali”. ”Per quanto riguarda le politiche sociali c’è un drammatico problema di sottofinanziamento di queste politiche, quindi l’impegno del Governo è a non arretrare sotto questo profilo dopo che finalmente si è ripreso il discorso del finanziamento dei fondi strutturali”. Lo dice il viceministro del lavoro e dello politiche sociali, Maria Cecilia Guerra. Per il viceministro, ”l’importante è poter costruire politiche che non debbano essere rimesse in discussione anno per anno. Cioè cominciare a dare alle politiche sociali delle gambe che possano, mattone per mattone, arrivare ad una costruzione come si deve”. Un problema, ha spiegato Guerra, è quello delle ristrettezze in cui versano gli enti locali. ”Purtroppo – ha detto – fanno fatica anche quelli più avanzati a mantenere gli standard che erano stati raggiunti”.

di Giovanni Cupidi