Legge 104, addio al referente unico

Addio al «referente unico». Rivoluzione per la legge 104 e per i congedi per l’assistenza dei familiari con disabilità. L’assistenza si potrà ora condividere, o meglio dividere tra più «referenti». A prevederlo è il decreto legislativo 105/2022, entrato in vigore a metà agosto e dettagliato dall’Inps in una comunicazione ad hoc.

In attuazione della direttiva Ue 2019/1158, «al fine di conciliare l’attività lavorativa e la vita privata per i genitori e i prestatori di assistenza, nonché di conseguire la condivisione delle responsabilità di cura tra uomini e donne e la parità di genere in ambito lavorativo e familiare», viene di fatto corretta la legge 104 del 1992 in materia di congedo straordinario.

Legge 104
Legge 104, le novità

Salta quindi la regola del «referente unico dell’assistenza», in base a cui non poteva essere riconosciuta a più di un lavoratore dipendente la possibilità di fruire dei giorni di permesso per l’assistenza alla stessa persona in situazione di disabilità grave. L’unica eccezione riguardava i genitori di figli con disabilità, a cui è sempre stata riconosciuta la particolarità del ruolo svolto.

Assistenza condivisa

Cosa cambia quindi? Posto che resta confermato il tetto massimo di tre giorni di congedo per l’assistenza al familiare disabile, quel diritto può essere riconosciuto, su richiesta, a più soggetti tra quelli aventi diritto, che possono fruirne in via alternativa tra loro. In altre parole più soggetti aventi diritto possono richiedere l’autorizzazione a fruire dei permessi alternativamente tra loro, per l’assistenza alla stessa persona disabile grave. In questo modo, il carico dell’assistenza può essere diviso tra più familiari, favorendo una migliore conciliazione tra vita personale, professionale e familiare.

Altra novità: il diritto al congedo straordinario per assistenza viene esteso dal coniuge al «convivente di fatto», anche nel caso in cui la convivenza, qualora normativamente prevista, sia stata instaurata successivamente alla richiesta di congedo. Viene quindi estesa la platea di chi può fruire dei permessi e dei congedi per l’assistenza a un familiare con grave disabilità. Ovviamente la fruizione dei permessi e del congedo straordinario è subordinata alla richiesta di autorizzazione dell’INPS e le ore di permesso vanno utilizzate solo nell’interesse della persona con disabilità, pena il rischio di licenziamento. (corriere.it)

Cinema, la disabilità come ricchezza in 200 cortometraggi

XII edizione Festival Cinema Nuovo dal 5 al 7 ottobre a Bergamo

Dopo la sosta forzata a causa della pandemia, il Festival del Cinema Nuovo, la rassegna che premia i migliori cortometraggi interpretati da persone con disabilità, sceglie Bergamo per la sua XII edizione, che si terrà in città dal 5 al 7 ottobre. Il numero dei partecipanti è più di 200, contro una media di circa 70 nelle edizioni precedenti.

Due giorni di proiezioni, mercoledì 5 e giovedì 6, al Cinema Conca Verde e una serata evento di premiazione, venerdì 7, al Teatro Donizetti. Una collaborazione, quella tra il Festival e Bergamo, nata – spiegano gli organizzatori – dal convinto coinvolgimento del sindaco Giorgio Gori e dell’assessora alle Politiche Sociali Marcella Messina, che guarda all’appuntamento di Bergamo Brescia Capitale della Cultura 2023, e al tema centrale della cultura come cura, proponendo, sin da questa edizione, una riflessione sul cinema come forma d’arte capace di aiutare le persone con disabilità ad emanciparsi, accrescere la propria consapevolezza e indipendenza e, soprattutto, divertirsi.

Il Festival del Cinema Nuovo nasce infatti con la volontà di creare momenti di gioia, soddisfazione e benessere tra i ragazzi con disabilità che vi partecipano. Le esperienze e le testimonianze raccolte durante le precedenti edizioni raccontano che fare cinema può favorire il raggiungimento dell’obiettivo psicosociale più profondo che sta alla base dell’impegno dell’Associazione Romeo Della Bella e di tutti gli enti che partecipano al Festival. 

Dalla settima edizione del Festival, nel 2010, Mediafriends, l’associazione onlus di Mediaset, Mondadori e Medusa, concorre attivamente all’organizzazione della rassegna cinematografica e dal 2018 Fondazione Allianz UMANA MENTE sostiene e promuove il progetto. (ANSA).

Moda e Disabilità, Lanciata la collezione inclusiva Iulia Barton

Con evento in streaming in contemporanea con Moda Milano Fashion Week

Una rivoluzione che passa (anche) attraverso gli abiti. Inventando anche l’abito giusto, se ancora non c’è. Parte da qui il progetto di Giulia Bartoccioni, 34 anni, imprenditrice romana, fondatrice e anima del brand di moda inclusiva Iulia Barton che venerdì 23 settembre, con un evento in streaming in contemporanea con la Milano Fashion Week, ha presentato la sua prima collezione.

Una linea – il video del lancio è disponibile sui canali social – che non ha precedenti nel panorama del made in Italy perché ribalta il concetto di inclusività mettendo al centro non il design ma il corpo, in nome di una vestibilità realmente universale che aspira a riscrivere il rapporto tra moda e disabilità. Il risultato – spiega il comunicato – sono 20 look adattivi, ma anche no gender, no season e sostenibili, pensati per persone con corpi non conformi ma indossabili da chiunque e in qualsiasi periodo dell’anno.

Moda e disabilità

Quando una persona disabile passa davanti a una vetrina, in genere pensa: quest’abito non fa per me. E non ha torto. Perché la moda tradizionale resta un mondo poco accessibile per chi ha corpi non conformi”, ha spiegato Giulia Bartoccioni, “L’ho visto organizzando sfilate di moda inclusiva per raccogliere fondi da destinare alla ricerca e far parlare di diversità in un contesto tradizionalmente molto chiuso.

Portavamo in passerella modelli e modelle con disabilità e li facevamo sfilare con i look che ci davano i brand tradizionali. Ma erano abiti disegnati per corpi senza problemi, e farli indossare a chi era in carrozzina o magari aveva una protesi era complicato. Lì ho capito che bisognava cambiare prospettiva: serviva una collezione dedicata che fosse facile da portare ma che allo stesso tempo demolisse l’idea della disabilità come qualcosa di poco compatibile con il glamour».

Il risultato – prosegue la nota – sono dieci pezzi in pieno stile urban, tutti intercambiabili, che si possono mescolare tra loro per comporre look diversi, giocando con il colore per togliere quella patina di tristezza che ingiustamente si associa alla disabilità. La collezione è firmata da Diego Salerno (Head designer Iulia Barton ed HR consultant specialist design department Max Mara Fashion Group), ed è frutto di un delicato gioco di incastri.

Perché ogni disabilità ha bisogni differenti ma, in un’ottica di inclusione vera e non solo di facciata, lo stesso abito deve poter essere indossato con facilità e soddisfazione da chiunque. Riuscirci è stato un complesso lavoro di raccolta dati che ha visto il coinvolgimento di oltre cinquanta persone con bisogni differenti. (askanews.com)

“Giornate inclusive: siblings al centro”, a Milano l’evento dedicato

“Le finalità sono quelle di continuare a sensibilizzare la società e le istituzioni sul reale significato dell’inclusione sociale, concetto oggi tanto abusato quanto sconosciuto”

Un dibattito pubblico incentrato sul tema dei siblings, i fratelli e le sorelle delle persone con disabilità. E’ questo il fulcro dell’evento che si terrà sabato 24 settembre (17.00-18.30) a Milano presso il Villaggio Barona, con Stefania Collet, responsabile del Progetto Rare Siblings di Osservatorio Malattie Rare, Don Mauro Santoro, referente del coordinamento diocesano “O Tutti o Nessuno” e l’assessore alla Cultura del Comune di Milano Francesca De Feo. Con loro anche il giornalista de ilfattoquotidiano.it Renato La Cara.

L’iniziativa, che fa parte di Giornate inclusive, è stata creata dalla OdV Nessuno E’ Escluso, con il contributo di Fondazione di Comunità di Milano per il progetto “un respiro in più”. Si tratta di un momento di confronto voluto dalla presidente di Nessuno È Escluso Maria Rosaria Coppola e dal marito Fortunato Nicoletti, che è anche vice-presidente dell’associazione, genitori di due siblings.

Le finalità sono quelle di continuare a sensibilizzare la società e le istituzioni sul reale significato dell’inclusione sociale, concetto oggi tanto abusato quanto sconosciuto” ha detto a ilfattoquotidiano.it la presidente dell’organizzazione di volontariato . “Lo scopo è quello di arrivare a un incontro tra famiglie con e senza disabilità al proprio interno per far comprendere l’importanza di un tema di cui solo negli ultimi tempi si comincia a parlare”, ma che riguarda centinaia di migliaia di persone. L’associazione lavora accanto ai siblings da anni, favorendo l’attivazione di un supporto psicologico e i bisogni delle stesse famiglie.

Programma Siblings

Perché oggi è importante parlare di siblings?E’ fondamentale spostare il focus dalla persona disabile alla sua famiglia – risponde Coppola-, in quanto solo una presa in carico totale della stessa può garantire una vita dignitosa di quelle che non sono altro che persone come tutte le altre. In molti casi i fratelli e le sorelle tendono a chiudersi in se stessi, non sanno con chi condividere il proprio turbamento, sentono i genitori distanti e non più disponibili come una volta”.

Maria Rosaria Coppola, insegnante di professione, riscontra criticità anche nel mondo della scuola: “Vedendo le difficoltà dei miei figli Andrea e Francesca, riesco a notare quello che spesso sfugge allo sguardo dei docenti. E’ difficile percepire – aggiunge – il disagio dei siblings perché gli insegnanti, nella maggioranza dei casi, non conoscono il contesto in cui vivono. Il rendimento può non essere soddisfacente. A volte i ragazzi hanno la testa altrove, ma i prof fanno fatica a caprine le ragioni”.

Per questo l’associazione operativa in tutta la Lombardia si propone di portare il tema dei siblings all’attenzione di docenti e dirigenti scolastici: “È necessario aiutare il personale della scuola a intercettare quel disagio di cui i ragazzi il più delle volte si rifiutano di parlare”. Attualmente, afferma la presidente di Nessuno E’ Escluso, “le famiglie di una persona con malattia rara sono tutelate ancora meno di quelle che assistono un familiare con disabilità e soprattutto in maniera completamente disomogenea sul territorio nazionale”.

Quali sono i principali problemi?Ci sono criticità nella erogazione di farmaci, di reperimento di centri di riferimento, di presa in carico sanitario e sociale, e ciò nonostante l’Italia anche se con molto ritardo, si è dotata di una legge specifica che però ad oggi dopo quasi un anno dalla sua approvazione, non è operativa in quanto mancano tutti i decreti attuativi”. Si tratta del primo disegno di legge delega al Governo sulla disabilità (n.227) che è stato approvato dal parlamento il 22 dicembre 2021 e i cui decreti legislativi applicativi sono previsti entro metà 2023. Il ddl è contenuto all’interno della Missione n.5 del PNRR, intitolato ‘Inclusione e Coesione’. (ilfattoquotidiano.it)

Alex Zanardi dimesso: torna a casa, ad agosto l’incendio nella sua villa

Sono passati 76 giorni dall’incendio che aveva danneggiato l’impianto che alimentava i macchinari di Zanardi, ex pilota e campione paraolimpico. Il primario Bertagnoni: “Il paziente è stato stabilizzato”

Alex Zanardi è stato dimesso oggi dall’ospedale San Bortolo di Vicenza e ha fatto ritorno a casa a Noventa Padovana. Oltre due anni fa era rimasto vittima di un terribile incidente in handbike contro un camion, il 19 giugno 2020 sulle colline senesi. Oggi, dopo 76 giorni di ricovero all’ospedale berico, il campione è tornato a casa. Il ricovero era avvenuto il 3 agosto scorso subito dopo l’incendio alla sua villa di via De Gasperi in quanto era concreto il rischio che le fiamme e il fumo avessero danneggiato i macchinari utilizzati dal campione per restare in vita. Il rogo era stato provocato da un surriscaldamento dell’impianto fotovoltaico.

Il 19 giugno del 2020 il terribile incidente in handbike contro un camion sulle colline senesi

Zanardi è tornato di nuovo tra le mura di casa. Sono passati 76 giorni dall’incendio che aveva danneggiato l’impianto che alimentava i macchinari dell’ex pilota e campione paraolimpico. Oltre due mesi durante i quali all’ospedale San Bartolo di Vicenza “il paziente è stato stabilizzato”, come ha spiegato al Giornale di Vicenza il primario del reparto di riabilitazione Giannettore Bertagnoni. “Il nostro principale obiettivo – ha aggiunto ancora Bertagnoni – è stato di stabilizzare le condizioni cliniche generali di Zanardi. Ma, contestualmente, abbiamo proseguito il programma riabilitativo seguito durante il primo periodo di degenza”.

Zanardi

Terapie neurologiche e fisiche per proseguire la lunga riabilitazione dopo il terribile incidente in una curva tra Pienza e San Quirico d’Orcia, sulle colline della provincia di Siena. Il campione paraolimpico, 4 medaglie d’oro ai Giochi, già in passato aveva ricevuto le cure dell’ospedale San Bartolo, che resterà anche per il futuro “il suo punto di riferimento medico”, ha ribadito Bertagnoni. Poi però era potuto tornare nella sua casa di Noventa Padovana, grazie ai macchinari collegati a un impianto fotovoltaico che gli consentivano di proseguire la riabilitazione tra le mura domestiche

l rogo divampato lo scorso 2 agosto però aveva costretto la famiglia a riportare Zanardi a Vicenza, almeno fino ad oggi. Le fiamme infatti avevano danneggiato l’impianto. Ora, dopo altri 76 giorni di lontananza, Zanardi torna per la seconda volta a casa.

Nuovo bonus 150 euro per invalidi e disabili? I requisiti

Bonus 150 euro per invalidi e disabili: a chi spetta, come ottenerlo e quando verrà erogato

Il Decreto Aiuti-ter appena approvato dal Governo contiene una buona notizia per i titolari di pensione o assegno sociale, pensione o assegno per invalidi civili, ciechi e sordi, nonché per i percettori di indennità di accompagnamento con redditi fino a 20mila euro.

Bonus 150€
Bonus 150 euro per invalidi e disabili: l’aiuto previsto nel Decreto Aiuti-ter

Un nuovo bonus 150 euro per invalidi e disabili titolari di redditi non superiori a 20mila euro è stato introdotto dal Decreto Aiuti-ter approvato all’unanimità dal Consiglio dei Ministri.Il bonus rientra in una serie di aiuti a famiglie e imprese per mezzo dello stanziamento di un nuovo “tesoretto” che si attesta intorno ai 14 miliardi. Sarà verosimilmente l’ultimo decreto di spesa del premier Mario Draghi, in vista delle elezioni politiche del 25 settembre 2022.Il bonus 150 euro riguarderà anche altre categorie di beneficiari, di cui parleremo più avanti, e interesserà una platea di circa 22 milioni di persone. Andiamo a vedere nel dettaglio i requisiti per ottenere il bonus 150 euro disabili.

Nuovo bonus 150 euro per invalidi e disabili: i requisiti

l primo requisito per ottenere il bonus 150 euro per invalidi e disabili è quello di non aver superato, per l’anno di imposta 2021, il limite di 20mila euro di reddito. Rispetto al bonus 200 euro, quindi, si riduce la soglia per poterne beneficiare, mentre le regole relative alla platea dei beneficiari e alle modalità di erogazione, restano praticamente le stesse. Hai diritto al bonus 150 euro, se sei residente in Italia e percepisci:

  • pensione sociale o assegno sociale;
  • pensione o assegno per invalidi civili;
  • pensione o assegno per ciechi o sordomuti;
  • indennità di accompagnamento.

Il trattamento deve avere decorrenza a partire dal 1° ottobre 2002 e il bonus 150 euro per invalidi e disabili verrà erogato nel mese di novembre 2002.Nel calcolo del reddito personale Irpef non concorreranno:contributi previdenziali e assistenziali;trattamenti di fine rapporto;reddito della casa di abitazione;competenze arretrate sottoposte a tassazione separata.

Nuovo bonus 150 euro per invalidi e disabili: come verrà erogato

Innanzitutto, precisiamo che il bonus 150 euro per invalidi e disabili con redditi sotto i 20mila euro spetterà di diritto anche a chi ha già ottenuto il precedente bonus 200 euro. Per ottenere l’indennità una tantum, non sarà richiesta presentazione della domanda da parte di invalidi e disabili, come accadrà invece per altre categorie di beneficiari di cui ti parleremo a breve.Il bonus 150 euro invalidi verrà erogato direttamente sul conto corrente del beneficiario o, in caso di riscossione di pensione in contanti, insieme a quella.

Nuovo bonus 150 euro per disabili e invalidi: anche ai lavoratori dipendenti

Non solo bonus 150 euro per disabili e invalidi. Anche i lavoratori dipendenti riceveranno la nuova indennità una tantum prevista dal Decreto Aiuti-ter. In questo caso, i beneficiari dovranno avere una retribuzione imponibile non eccedente i 1.538 euro e il pagamento sarà riconosciuto previa dichiarazione del lavoratore di non aver ricevuto l’indennità dall’Inps o da altri enti, così come era avvenuto per il precedente bonus 200 euro.

Ricorda che anche in questo caso, quindi, se sei un lavoratore disabile o invalido, puoi ottenere il bonus 150 euro per invalidi e disabili solo una volta, così come lo otterrai una sola anche se appartieni alle altre categorie di beneficiari che andremo a vedere nei paragrafi successivi. Il bonus 150 euro spetterà poi anche ai lavoratori autonomi che, oltre al bonus 200 euro per i quali si attende ormai a breve l’iter per fare domanda, riceveranno questa ulteriore indennità se titolari di reddito fino a 20mila euro.

Nuovo bonus 150 euro per invalidi e disabili: indennità anche per percettori di rdc, Naspi, colf e badanti e altri

Il nuovo bonus 150 euro per invalidi e disabili copre solo una parte dei circa 14 milioni di beneficiari.Insieme a invalidi, disabili, lavoratori dipendenti e occasionali, avranno diritto al bonus 150 euro anche:

  • percettori di reddito di cittadinanza;
  • titolari di Naspi e Dis-Coll;
  • lavoratori domestici (colf o badante);
  • percettori di disoccupazione agricola;
  • lavoratori stagionali e del turismo;
  • lavoratori stagionali degli stabilimenti termali;
  • lavoratori dello spettacolo e dello sport;
  • titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, dottorandi e assegnisti di ricerca i cui contratti sono attivi alla data di entrata in vigore del decreto legge 17 maggio 2022, n.50, ossia il 18 maggio, e che sono iscritti alla Gestione separata;
  • lavoratori autonomi senza partita Iva, titolari di contratti autonomi occasionali;
  • incaricati delle vendite a domicilio;
  • beneficiari del reddito di cittadinanza, che riceveranno l’importo d’ufficio nel mese di novembre insieme alla rata mensile di competenza.
Tutti i beneficiari insieme a quelli del bonus 150 euro per invalidi e disabili: la tabella

Bonus 150 euro per invalidi e disabili. Ti mostriamo di seguito una tabella in cui elenchiamo tutti i beneficiari del nuovo bonus 150 euro e i requisiti per ottenerlo:

Beneficiari e requisiti bonus
Bonus 150 euro per invalidi e disabili: tabella con tutti i beneficiari del bonus e i requisiti per ottenerlo

(articolo rielaborato da thewam.net)

La “bellezza accessibile” di Roma in 42 immagini di persone con disabilità

Verrà ospitata da domani, 15 settembre, fino al 20 novembre, presso il Museo di Roma in Trastevere la mostra fotografica denominata GirovagArte, scaturita dall’omonimo progetto dell’Associazione Handicap Noi e gli Altri, e composta da quarantadue ritratti di persone con disabilità firmati da Samanta Sollima.

«Questa esposizione – spiegano da Handicap Noi e gli Altri  – racconta le emozioni dell’incontro con l’arte, ma anche l’avventura nel ridisegnare una mappa della cultura accessibile a Roma attraverso il nostro progetto GirovagArte, programma di visite guidate nato nel 2018.

Nei ritratti di Samanta Sollima emergono le sensazioni vissute nel profondo dai visitatori e delle loro famiglie nella cornice delle tappe toccate in quattro anni: dai Musei Capitolini al Museo di Roma in Palazzo Braschi, al Chiostro del Bramante e la Basilica di San Paolo Fuori le Mura, a cui si aggiungono i Musei di Villa Torlonia, la Centrale Montemartini e i Mercati di Traiano Museo dei Fori Imperiali, ma anche l’Abbazia di San Nilo a Grottaferrata e la street art di Tor Pignattara. Destinazioni scelte non solo per la loro varietà, storia e bellezza, ma anche basandosi sul criterio dell’accessibilità, selezionando e mappando, quindi, quei luoghi il cui impianto risulta più facilmente accessibile alle persone con disabilità motorie».

Mostra fotografica a Roma
Uno dei ritratti fotografici di Samanta Sollima, che compongono la mostra scaturita dal progetto “GirovagArte”

Ideato da Rocco Luigi Mangiavillano dell’Associazione Handicap Noi e gli Altri, attiva da trentacinque anni sul territorio capitolino di Tor Bella Monaca, il progetto GirovagArte è nato appunto per promuovere la fruizione e l’accessibilità presso i luoghi della cultura e dell’arte di Roma e dintorni, in relazione alle persone con disabilità, in svantaggio socio-economico e con forte rischio di emarginazione ed esclusione sociale.

Un’iniziativa realizzata anche grazie al sostegno dell’8 per mille proveniente dalla Chiesa Valdese, con cui i promotori hanno voluto intessere connessioni tra periferia e centro, usando l’arte come medium e affidando alla bellezza il compito di abbattere le barriere invisibili che determinano dinamiche di emarginazione ed esclusione sociale.

Nata e residente a Roma, Samanta Sollima ha lavorato a lungo per il cinema e la televisione come aiuto regista, sviluppando e applicando la passione per la fotografia con foto di scena, ritratti di attori e foto di backstage. Il suo primo progetto fotografico, Vita sulle Punte, realizzato in collaborazione con Officine Fotografiche e finalista al Sony World Photography Awards, è stato oggetto di varie esposizioni personali. Come fotografa ritrattista e di scena, ha collaborato con vari teatri, tra cui il Teatro Parioli e il Teatro di Tor Bella Monaca di Roma, il Teatro della Pergola e il Teatro Comunale di Firenze. Attiva nel volontariato, collabora da anni come fotografa con l‘Associazione Handicap Noi e gli Altri.

Da ricordare, in conclusione, che l’esposizione è promossa da Roma Culture – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali (Servizi Museali Zètema Progetto Cultura). (S.B.)Per ogni ulteriore informazione e approfondimento: Ufficio Stampa HF4 (Alessandra Zoia: alessandra.zoia@hf4.it; Marta Volterra: marta.volterra@hf4.it).

Handicap Noi e gli Altri

È un’Associazione di Promozione Sociale senza fini di lucro nata ufficialmente nell’VIII Circoscrizione di Roma nel 1987, grazie all’impulso di un medico di famiglia, di una biologa e di un pilota dell’aviazione civile. Sotto la guida ventennale di una persona con disabilità, insieme alla collaborazione attiva di operatori sociali e volontari, ha stabilito la propria sede nel quartiere di Tor Bella Monaca, con il proposito di costruire una rete territoriale per la tutela dei diritti delle persone con disabilità e l’impegno di creare spazi di solidarietà, iniziative collettive, incontri, progetti e attività sociali. Essa persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale, umana, civile e di promozione culturale. (superando.it)

Siria, oltre un quarto dei cittadini è disabile

Siria, oltre un quarto dei cittadini è disabile e i minori sono esposti a violenze più di chiunque altro

Un nuovo dossier dell’Organizzazione per i diritti umani Human Rights Watch (Hrw) dal titolo “È stato davvero difficile proteggermi”, racconta le difficoltà e gli abusi subiti dai minori affetti da disabilità in Siria. Sono state condotte 34 interviste a bambini e giovani adulti affetti da disabilità e membri delle loro famiglie. Presenti anche le testimonianze di lavoratori e lavoratrici di ONG e associazioni umanitarie. L’area studiata è stata quella del Nord-Est e Nord-Ovest, dove c’è più bisogno di aiuto.

Undici anni di guerra

Secondo dati ONU, in Siria circa il 28% delle persone è affetto da una disabilità. Numeri doppi rispetto alla media mondiale, in maggior parte dovuti al conflitto che va avanti da oltre dieci anni e alla difficoltà a fornire servizi adeguati alla popolazione. Il rischio di rimanere feriti o uccisi durante attacchi aerei è altissimo. Pesano poi la mancanza di accesso ai servizi di salute e di educazione più basilari e la difficoltà nel ricevere aiuti umanitari e supporto psicologico e sanitario.

Tutto si aggiunge alle difficoltà che già devono affrontare bambini e bambine vittime del conflitto siriano. Secondo Save the Children, dall’inizio della guerra 5 milioni di bambini e bambine hanno bisogno di assistenza umanitaria. Il 28% dei minori nel Paese soffre di malnutrizione, e 2,4 milioni non va a scuola.

“Difficile scappare dagli attacchi aerei”

Molti intervistati raccontano come sia difficile scappare dagli attacchi aerei. Thara J. ha 18 anni e ha perso una gamba quando ne aveva 13. Da allora non è stato possibile farle avere un arto prostetico: “Molte volte mi sono rifiutata di scappare durante un attacco. Era troppo difficile correre con le stampelle, e servono diverse persone per farmi salire in macchina”. Alcuni genitori raccontano di non riuscire a comprare gli ausili necessari per i loro figli disabili, quasi tutti elencano grandi e piccole difficoltà nella vita di tutti i giorni.

Siria

“I loro diritti vanno protetti”

La guerra in Siria sta entrando nel suo dodicesimo anno e continua ad avere un impatto devastante sulla vita di questi bambini e bambine”, commenta Emina Cerimovic, ricercatrice presso HRW per i diritti umani delle persone affette da disabilità. “L’ONU, le autorità statali siriane e i governi dei Paesi coinvolti dovrebbero facilitare l’accesso agli aiuti umanitari e assicurare tutto il supporto necessario ai minori. I loro diritti vanno protetti”.

Indirizzare gli aiuti economici

È opportuno indirizzare gli aiuti economici verso questa categoria di persone altamente vulnerabili. Secondo HRW, l’ONU può e deve fare di più. Ad esempio, fino ad oggi non esistono studi che analizzino condizioni e bisogni di minori affetti da disabilità. Questo, a sua volta, condiziona la destinazione là dove serve davvero degli aiuti umanitari. Un operatore umanitario riporta che “non ci hanno formati per supportare chi è affetto da disabilità. Molti ancora credono che sia una questione limitata ad alcuni interventi: costruire rampe per disabili e fornire sedie a rotelle, oppure avere dei centri di riabilitazione”. Sono elementi importanti, ma l’inclusione e la salvaguardia dei diritti passa prima di tutto dalla sicurezza e dal supporto quotidiani.

Una vita in Guerra

Molti di questi bambini e bambine di cui parliamo nel report sono nati poco prima o durante la guerra. Non conoscono altro che violenza, evacuazioni forzate, una quotidianità di privazioni”, commenta Cerimovic. “Moltissimi dipendono dagli aiuti ONU e di altre organizzazioni”. Tutte le parti coinvolte dovrebbero rispettare la legge umanitaria internazionale e quella sui diritti umani delle persone disabili, che garantiscono il diritto alla salute, all’educazione e a standard di vita adeguati lontani da discriminazione e violenza. (larepubblica.it)

Api e persone con disabilità, un’alleanza con tante prospettive

«Se le api scomparissero dalla terra, per l’uomo non resterebbero che quattro anni di vita»: questa frase, erroneamente attribuita ad Albert Einstein, viene citata nei dibattiti sulla salvaguardia ambientale, i cambiamenti climatici e la crisi alimentare cui andremo incontro se non invertiremo la rotta dei comportamenti verso il pianeta che ci ospita.La citazione è sbagliata, ma il messaggio è reale. Le api, infatti, sono preziosissime, se è vero che quasi il 90% delle piante selvatiche ha bisogno degli animali impollinatori per completare la riproduzione, piante fondamentali per gli ecosistemi e la diversità biologica alla base dell’esistenza degli esseri viventi. Non solo, ne è dipendente oltre il 75% delle colture agrarie come cereali, frutta e verdura essenziali per l’alimentazione umana.

Se pensiamo che il volume di raccolti che beneficiano degli impollinatori è triplicato negli ultimi cinquant’anni, si comprende cosa accadrebbe se scomparissero le api e le decine di altre migliaia di specie, tra cui alcuni mammiferi, che portano il dolce nettare di fiore in fiore. Questi insetti meritano tutela anche perché forniscono importanti e apprezzati prodotti come il miele e la cera, inoltre sono integrati nelle tradizioni locali e supportano un settore dell’economia, l’apicoltura, che in alcune zone è fonte di reddito per le famiglie.Questo può sembrare un tema “lontano” dalla disabilità, e invece sono sempre più numerose le iniziative che vedono le api e le persone con disabilità alleati che si donano qualcosa reciprocamente.

François Huber, il naturalista non vedente che amava le apiTutto ebbe inizio nella seconda metà del Settecento e porta il nome dell’entomologo svizzero François Huber. Vissuto fra il 1750 e il 1831, Huber fu un uomo non vedente capace di rivoluzionare le conoscenze sulle api, e di conseguenza l’apicoltura, con metodo scientifico, umiltà e attenta osservazione.Per capire come una persona priva della vista senza le odierne tecnologie sia riuscita a surclassare le teorie di naturalisti di fama e dotati di tutti i cinque sensi funzionanti, bisogna conoscere la vita e il carattere di Huber. Aveva soltanto 15 anni quando i suoi occhi cominciarono ad avere dei problemi; i medici consultati dai genitori non diedero grandi speranze, ma suggerirono di far trascorrere al ragazzo un periodo in campagna, dedicandosi ad attività all’aria aperta.

Si trasferì così in una cittadina a nord di Parigi, il contatto con la natura gli era congeniale, essendo appassionato di scienze, e stare in movimento non era una fatica per un giovanotto pieno di interessi. Lo stato generale di salute migliorò e tuttavia ben presto lo informarono che la cecità sarebbe diventata totale e permanente.La batosta avuta con la prognosi venne attenuata dalla presenza di Marie Aimée Lullin, un’amica d’infanzia divenuta fidanzata contro il parere del padre di lei, spaventato all’idea che la figlia si accompagnasse ad un ragazzo non vedente, in teoria privo di prospettive.

Marie attese la maggiore età di allora, 25 anni, per sposare il suo François che ormai distingueva soltanto luci ed ombre, ma tanto ancora gli bastava per interagire con le persone e il mondo circostante. La moglie non lo lasciava mai, era segretaria e lettrice per il compagno, osservava per lui e riferiva quanto aveva visto, mentre la famiglia si allargava e insieme crescevano i tre figli, Jean, Marie Anne e Pierre. Fu una solida colonna per François, un uomo che non si lamentava mai della sua condizione, preferendo altri argomenti di conversazione quali la poesia, la musica e ovviamente la natura.

Una raffigurazione del naturalista svizzero François Huber, che venne chiamato anche “l’osservatore cieco”

Pur non potendo ammirare il panorama con gli occhi, non rinunciò alle passeggiate in autonomia nella sua proprietà. Lungo i sentieri che l’attraversavano, infatti, fece stendere alcune corde sulle quali di tanto in tanto erano presenti dei nodi che gli consentivano di capire dove si trovava. Un approccio alla disabilità alquanto moderno, come notò l’amico Augustine de Candolle che scrisse: «I giovani devono imparare da lui l’esempio del valore della determinazione risoluta in direzione della massima concentrazione nel lavoro, e specialmente per coloro che sono soggetti alla sua stessa sfortuna che non si scoraggino per via della propria condizione ma che imitino la sua ammirabile filosofia».

Huber ara a suo agio nella vita e con gli altri, così a suo agio che rifiutò un intervento agli occhi che gli avrebbe fatto recuperare parte della vista; ormai, infatti, aveva acquisito un equilibrio che non voleva rischiare di perdere. Sagace e perseverante, capì che alcune delle nozioni dell’epoca in merito alle api erano scorrette, ad esempio la credenza che l’ape regina in realtà fosse un re. Fu uno dei primi a scoprire l’esistenza dello “spazio d’ape”, ovvero il fatto che se le api hanno a disposizione uno spazio più largo di nove millimetri e mezzo, lo riempiono di cera poi difficile da rimuovere e quindi gli apicoltori devono mantenere i favi ad una distanza inferiore, per pulirli e ispezionarli meglio (il favo è un raggruppamento di celle esagonali a base di cera che le api costruiscono nel loro nido per contenere le larve e per immagazzinare miele e polline).

Ma come condurre esperimenti e verificare queste e altre ipotesi letteralmente al buio? Oltre alla moglie, arrivò l’assistente François Burnens, un ragazzo di umili origini assunto inizialmente come domestico, ma il cui entusiasmo nella ricerca, l’intelligenza e l’abilità accanto agli alveari resero un perfetto aiutante i cui occhi facevano le veci di quelli di Huber. Collaborarono per una decina d’anni e il naturalista non mancò mai di sottolineare l’indispensabile supporto del giovane: «A causa di una serie di sfortunati incidenti, sono diventato cieco nella mia prima giovinezza; ma amavo le scienze, e non ne perdevo il gusto perdendo l’organo della vista. Mi sono fatto leggere le migliori opere di fisica e storia naturale: il mio lettore era un servo (François Burnens nato nel Pays de Vaud) che era particolarmente interessato a tutto ciò che mi leggeva».

C’era per altro un rovescio della medaglia: la comunità scientifica ufficiale avrebbe potuto accogliere con scetticismo le pubblicazioni di un entomologo cieco portate avanti da un servo contadino privo di cultura. Per questo Huber era rigoroso e maniacale nel ripetere gli esperimenti. Ogni risultato veniva controllato più volte, perché per venire preso sul serio il suo lavoro doveva essere due volte più approfondito di quello degli altri studiosi. Non cercava conferme alle sue convinzioni, anzi, le guardava da diversi punti di vista per distruggerle e soltanto quando si confermavano esatte dopo esperimenti in diverse condizioni le rendeva pubbliche. I colleghi furono sorpresi per questo approccio severo e al contempo brillante nel modo di superare le difficoltà, unito alle pittoresche descrizioni finali: leggendole pareva di stare accanto a lui mentre lavorava con le api.

La serietà e l’accuratezza di Huber abbatterono i pregiudizi, venne ammesso in molte prestigiose Accademie d’Europa, tra cui l’Accademia delle Scienze di Parigi. Negli ultimi anni si dedicò con passione all’insegnamento, gli allievi erano affezionati ed entusiasti nel seguire le sue mai banali lezioni. Morì tra le braccia della figlia a Losanna, serenamente com’era vissuto, il 22 dicembre 1831, aveva 81 anni. Si chiama come lui una specie di alberi del Brasile, Huberia laurina, così battezzata in segno di gratitudine, e alla moglie Marie nel 1991 venne dedicato un cratere di Venere.

Andrea Licari è quasi certamente l’apicoltore con disabilità più noto del nostro Paese
Attrezzature ed esperienze all’insegna dell’inclusione

Non è da escludere che la mancanza della vista sia stato un fattore determinante per il successo delle ricerche di François Huber. In altre parole, non essere “distratto” da quanto gli trasmettevano gli occhi, ha consentito alla sua mente di allargare la visione d’insieme e di concentrarsi su particolari fino ad allora considerati secondari. L’entomologo svizzero, tuttavia, è poco conosciuto nel suo Paese e anche tra gli apicoltori non è una figura citata spesso, se non per un’invenzione che porta il suo nome: l’arnia Huber. Detta anche “arnia a libro”, la progettò nel 1792 per osservare l’attività delle api senza disturbarle troppo. Come suggerisce il nome, si può “sfogliare” e gli insetti si mostrano in ogni “pagina”; il vantaggio evidente per le persone con disabilità fisiche è che non è necessario alcuno sforzo per il sollevamento dei telai, basta posizionare l’arnia ad un’altezza giusta. Lo stesso vantaggio in termini di maneggevolezza si può ottenere utilizzando l’arnia top bar che si sviluppa su un piano orizzontale e presenta sullo stesso livello sia il nido che il melario, il tutto contenuto in telai più leggeri di quelli tradizionali [il melario è una cassetta senza fondo né coperchio, quadrata o rettangolare, che si pone dentro l’arnia ed è destinata a contenere i favi in cui le api depositano il miele, N.d.A].

È quindi possibile lavorare da seduti, risultato che si ottiene anche modificando una delle arnie più diffuse per l’apicoltura da produzione, la dadant-blatt.Curiosando su internet si trovano tutorial che spiegano come applicando alcune flange di rinforzo e un’intelaiatura che consente di inclinare l’arnia all’altezza desiderata, con una spesa minima anche un appassionato impossibilitato a stare in piedi, purché abbia un buon uso delle braccia, può cimentarsi in questa attività. E del resto l’accessibilità dell’apicoltura è un tema in larga parte inesplorato: in linea di massima si può dire che non esistono soluzioni univoche, e che quando si parla di disabilità, come sempre, ogni persona deve ricorrere a soluzioni dedicate in base a ciò che riesce a fare. Non va poi nemmeno dimenticato che, oltre alle innumerevoli disabilità fisiche, esistono quelle sensoriali e cognitive che hanno bisogno di ancora differenti adattamenti.

Il web è una miniera di informazioni per chi vuole avvicinarsi a questo settore, ed è proprio in rete che è cominciata l’avventura di quello che probabilmente è il più famoso apicoltore con disabilità d’Italia, Andrea Licari. Licari si è avvicinato a questo mondo “grazie” al veleno che questi insetti producono. Il veleno d’ape, infatti, è conosciuto fin dall’antichità per le proprietà benefiche sulla circolazione sanguigna, il potere antinfiammatorio e antidolorifico. Lo utilizzavano per scopi “terapeutici” in Egitto e nell’antica Grecia, da millenni è uno dei rimedi della medicina tradizionale cinese per la cura dell’artrite e prima della Grande Guerra il medico sloveno Filip Terč lo impiegava per i reumatismi e altre condizioni di dolore.

La comunità scientifica ha scoperto che in un milligrammo e mezzo di veleno sono contenuti 78 principi attivi.Andrea, quarantaquattrenne di Marsala (Trapani), ha cominciato a studiarlo circa quattordici anni fa, quando gli è stata diagnosticata la sclerosi multipla, e l’ha sperimentato su di sé nel tentativo di alleviare le conseguenze della propria patologia. Una passione nata a causa della malattia, dunque, è diventata un interesse spassionato per le api e, in ultimo, un lavoro. Licari, infatti, è diventato un apicoltore, che sulla sua sedia a rotelle gestisce e cura con successo dieci alveari; inoltre è diventato esperto della specie autoctona di ape nera sicula ed è un divulgatore dei segreti delle arnie. Ora sta coltivando un nuovo progetto: realizzare un apiario didattico socio-inclusivo senza barriere, per coinvolgere altre persone con disabilità.

Una delle opere dipinte in Inghilterra dallo street artist Louis Masai Michel, per sensibilizzare sulla sindrome dello spopolamento degli alveari

È vero che le api possono far paura, bisogna conoscerle e imparare a “maneggiarle” con cautela, ma è altrettanto evidente che osservarle mentre lavorano e condurre alveari sono attività che favoriscono il buonumore e la serenità, quindi possono diventare un nuovo modello di “terapia con gli animali”. Andrea sta portando avanti l’idea in collaborazione con l’ANFFAS di Marsala (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), con la quale ha individuato alcuni luoghi idonei disponibili in comodato d’uso gratuito. Adesso si tratta di reperire i fondi per creare percorsi accessibili e un laboratorio senza barriere dotato di attrezzature e strumenti adatti affinché gli apicoltori con disabilità possano operare in sicurezza e completa autonomia. Non avendo ancora ricevuto sostegni economici concreti, le dimensioni del progetto sono da definire; nel frattempo è stata creata un’entità giuridica senza scopo di lucro, Bio Passioni Società Cooperativa Agricola Sociale, e sono iniziati dei corsi teorici in attesa di fare esperienza dal vivo.

Le opportunità educative, didattiche e sociali dell’apicoltura sono anche l’oggetto di un’iniziativa partita nel 2010 a Bracciano (Roma). Si tratta del progetto Apiabili, voluto da un gruppo di enti impegnati in ambito agricolo e ambientale (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana, Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio), con il fondamentale apporto dell’AAIS (Associazione per l’Assistenza e Integrazione Sociale), un’organizzazione che da oltre quarant’anni si occupa di persone adulte con disabilità.

Presso il Centro Sociale Polifunzionale dell’Associazione-Fattoria Sociale Sabrina Casaccia di Castel Giuliano, un appezzamento di circa quattro ettari di terreno in cui sono stati predisposti un apiario didattico e un laboratorio di smielatura, dodici anni fa una decina di ragazzi con diverse disabilità hanno iniziato ad acquisire le competenze tecniche necessarie per gestire un apiario.La bellezza di questo progetto sta nell’integrazione con il territorio e il contributo che offre alla salvaguardia della natura.

Fin dal principio, infatti, si è pensato di organizzare delle visite guidate con gli studenti della zona, per insegnare il ruolo delle api nell’ecosistema e sensibilizzare sulle problematiche legate ai cambiamenti climatici. Ultimi in ordine di tempo, alcuni mesi fa sono stati gli alunni dell’Istituto Salvo D’Acquisto di Bracciano a vivere questa esperienza didattica all’aperto: accompagnatori e docenti sono stati i ragazzi con disabilità che lavorano nella fattoria. Infatti, dopo un corso di formazione che ha coinvolto anche gli operatori sociali che li seguono, sono diventati loro i “ciceroni” di Apiabili, parte attiva che aiuta l’ambiente e mette in contatto le nuove generazioni con la disabilità, imparando a vederla come parte integrante della società.Oltre a tutto ciò, il progetto ha anche lo scopo di monitorare il fenomeno della moria delle api e per questo si sta creando un’arnia tecnologica e controllata che permette agli apicoltori di controllarne in ogni momento le condizioni interne.

Api
«Se osserviamo le api nella vita in alveare – scrive Stefania Delendati – possiamo imparare da questi piccoli insetti neri e gialli un modello di partecipazione comunitaria alla vita sociale, dove ognuno, in base alle proprie qualità, svolge un compito ben preciso per il benessere di tutti. Oltre a preservare l’ambiente, esse insegnano dunque il valore della collaborazione e, insieme alle api nei progetti che abbiamo raccontato, impariamo l’idea della “diversità” come patrimonio»

Quello laziale è un esempio ben riuscito di socialità all’insegna della cooperazione, come quello avviato ad Arcore, in provincia di Monza-Brianza. Lo racconta Giovanni Prestini nel libro La Dolce Vite. L’apicoltura come intervento di educazione assistita con le persone disabili (FrancoAngeli Editore, Collana “Traiettorie Inclusive-Open Access”, 2017), nel quale ripercorre la storia del miele La Dolce Vite, prodotto dai giovani seguiti dalla Cooperativa La Piramide, che ha portato degli alveari nei pressi di uno dei propri centri educativi, avviando un percorso occupazionale per allevare le api, estrarre il miele, confezionarlo e venderlo. Un’esperienza ricca di significati che ha preso le mosse dalla paura.

Sì, avete letto bene, il timore generato dal contatto diretto con le api, animali potenzialmente aggressivi, ha indotto i ragazzi ad un maggiore autocontrollo per placare l’ansia. Piano piano hanno imparato a lavorare su altri aspetti come la voce e la precisione dei movimenti e i risultati in termini di acquisizione di competenze psico-motorie e crescita dell’autostima sono stati sorprendenti; la positiva visione di sé è aumentata ora che toccano con mano il risultato del loro lavoro.

E quando le arnie devono essere sostituite, cosa si fa con quelle vecchie? Seguendo i princìpi dell’economia circolare in cui nulla si butta, tutto si riutilizza e rigenera, a Parma ha preso il via il progetto TEXTURE che coinvolge una rete di undici Associazioni locali per l’inclusione socio-lavorativa di giovani adulti con disabilità usciti dal circuito scolastico. Nel concreto, i ragazzi trasformeranno il legno delle arnie non più funzionali in Bugs Hotel, piccoli rifugi che ospiteranno altre specie di insetti, contribuendo così a mantenere la biodiversità.Texture è una parola che richiama la consistenza dei materiali, come può essere appunto il legno, e rimanda anche al concetto del lavoro di rete, quello che caratterizza l’iniziativa. Con l’aiuto di figure esperte e volontari, i giovani acquisiranno competenze pratiche e imprenditoriali e alla fine saranno in grado non solo di costruire i Bugs Hotel, ma anche di promuoverli e venderli.

Per concludere, se osserviamo le api nella vita in alveare possiamo imparare da questi piccoli insetti neri e gialli un modello di partecipazione comunitaria alla vita sociale, dove ognuno, in base alle proprie qualità, svolge un compito ben preciso per il benessere di tutti. Oltre a preservare l’ambiente, esse insegnano dunque il valore della collaborazione e, insieme alle api nei progetti che abbiamo raccontato, impariamo l’idea della “diversità” come patrimonio. (superando.it)

Elezioni Politiche 2022: Quali sono le proposte per la disabilità dei partiti?

Il 25 settembre 2022 si terranno le elezioni politiche 2022, annunciate in seguito alle dimissioni del Governo Draghi. Dalle 7:00 alle 23:00 i cittadini italiani saranno chiamati a votare i rappresentati del nuovo esecutivo, che sarà fortemente influenzato dalla riforma del taglio dei parlamentari che, come da risultato espresso dal referendum in materia del 2020, vedrà ridotto il parlamento: ci saranno 200 senatori e 400 deputati.

Qui di seguito un breve approfondimento sulle proposte per le persone con disabilità contenute nei programmi dei maggiori partiti.

Elezioni politiche 2022
Elezioni politiche 2022: cosa promette +Europa?

All’interno del proprio programma, la lista ha riservato una sezione a parte inerente proprio la disabilità:

  • incentivare le amministrazioni comunali, attraverso contributi economici, ad adeguarsi alla Legge n.41/1986 e dotarsi di conseguenza dei Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche, così da favorire l’accessibilità degli spazi alle persone con disabilità;
  • incentivare gli enti pubblici, attraverso contributi economici, ad adeguarsi alla Legge n.4/2004 in materia di accessibilità digitale per i servizi web relativamente alle persone con disabilità;
  • introdurre all’interno di Regioni e Comuni Capoluogo la figura del disability manager, professionista che si occupa dei rapporti tra persone con disabilità ed enti, verificando l’assenza di discriminazioni relative all’abilismo all’interno del luogo di lavoro e nelle normative emanate;
  • introdurre la figura dell’assistente all’emotività, all’affettività e alla sessualità per persone con disabilità, dando seguito al disegno di legge 1442 e alle iniziative del “Comitato per l’assistenza sessuale ai disabili”;
  • prevedere figure di orientamento e accompagnamento al lavoro con competenze specifiche di tutor di inserimento nelle agenzie per il lavoro pubbliche e private per dare vera attuazione alla legge 68/99 di collocamento mirato che risulta particolarmente efficace per le persone con neurodiversità.

Non solo uno spazio dedicato, ma ci sono altri riferimenti al tema in altri parti del programma, come:

  • investimenti sull’assistenza residenziale e domiciliare per la popolazione fragile, anziani, non autosufficienti o con disabilità e su nuovi modelli di Farmacie di comunità;
  • una legge che garantisca la possibilità di ricorrere all’aiuto medico alla morte volontaria e all’eutanasia per le persone capaci di intendere e di volere affette da patologie irreversibili che siano fonte di sofferenze insopportabili. Tale legge è necessaria per dare seguito alle pronunce della Corte Costituzionale nn. 207 del 2018 e 242 del 2019, senza introdurre ulteriori limitazioni alla libertà di scelta ma al contrario rafforzandola, permettendo di fare ricorso anche alle persone che rispecchiano gli altri criteri ma non sono tenute in vita tramite trattamenti di sostegno vitale, come i malati oncologici in fase terminale e inguaribile;
  • la legalizzazione e regolamentazione della Cannabis, in nome della libertà individuale, della lotta alla criminalità e del contrasto ai profitti delle narco-mafie, dell’efficienza del sistema giudiziario, della tutela della salute pubblica, della libertà di accesso alle cure dei malati e della ricerca scientifica, nonché del recupero di risorse per le finanze pubbliche. In primo luogo, intendiamo impegnarci per la diffusione di politiche di riduzione del danno come il drug checking e per l’approvazione definitiva della Proposta di Legge Magi, che prevede la legalizzazione della coltivazione domestica per uso personale di quattro piante di Cannabis, come primo passo verso un processo di completa legalizzazione
Elezioni politiche 2022: cosa promette Alleanza Verdi Sinistra?

All’interno del proprio programma, la lista presenta diverse voci dedicate alla disabilità. Per esempio, nella sezione “L’Italia che ama” l’Alleanza propone una legge contro l’omolesbobitransfobia e l’abilismo “che tuteli le persone lgbtqia+ e le persone disabili e che garantisca il diritto ad autodeterminarsi”. Inoltre, avanza l’idea di una legge sul fine vita “che ascolti le disperate richieste di tante e tanti di poter mettere fine alla propria vita con dignità” e una legge che “regolamenti legalmente produzione, distribuzione e vendita di cannabis“.

Nel paragrafo dedicato alla scuola invece, si parla di una riduzione a un massimo di 20 alunni per classe, che diventerebbero 15 nel caso di uno/una alunno/a con disabilità. Sempre nel comparto scolastico, spazio ai docenti di sostegno, a cui va garantita stabilità e continuità, “così come crediamo che sia giusto porre il problema di estendere garanzie (in termini di retribuzione e diritti) ad altre figure professionali che operano nella scuola, come gli assistenti per l’autonomia degli alunni diversamente abili”.

Nella sezione “L’Italia in salute” viene affrontata la questione dell’assistenza domiciliare e delle RSA. “Anziani e persone con disabilità – si legge – devono poter essere assistiti a casa loro con gli adeguati supporti ai loro familiari e a tutti i caregivers interessati. Deve essere valorizzato il ruolo del Terzo Settore, in grado di coadiuvare efficacemente il SSN, con incentivi economici e di servizi”.

E, proprio in merito ai servizi, la lista specifica che si dovrebbe rendere “necessario” un investimento “sull’accessibilità dei servizi di trasporto pubblico e sull’abbattimento delle barriere architettoniche“. In aggiunta, citando il PNRR, spiega che “nel futuro a breve termine occorrerà però incidere con grande forza e determinazione sui temi dell’inclusione lavorativa, Progetto di Vita, Dopo di Noi e in merito alle figure di caregiver familiari”. Proprio ai caregiver, nella sezione “L’Italia è donna”, si parla di riconoscere loro un’indennità.

Infine, un paragrafo dedicato anche allo sport, con “facilitazione per l’accesso alla pratica sportiva delle persone con disabilità di tutte le fasce di età”, con l’aggiunta di un “programma nazionale per ‘l’accessibilità’ degli impianti sportivi”, e “l’approvazione definitiva” del disegno di legge sulla tutela dello sport in Costituzione.

Elezioni politiche 2022: cosa promette Partito Democratico?

All’interno del proprio programma, la lista cita la disabilità nella sezione “Migliorare i servizi, garantire diritti”. In sintesi, si promette la promozione della digitalizzazione dei processi per garantire piena accessibilità ai servizi essenziali e qualità dei servizi consolari, un’azione che non deve escludere le persone con disabilità.

Elezioni politiche 2022: cosa promette Movimento 5 Stelle?

All’interno del proprio programma, la lista vorrebbe “potenziare il sostegno alle persone con disabilità e ai caregiver“. Nel perseguire tale obiettivo, viene proposto l’incremento delle pensioni di invalidità per le persone con disabilità, il potenziamento degli strumenti per i percorsi di vita indipendente, l’attuazione della legge delega in tema di disabilità e la definizione e il potenziamento delle tutele per i caregiver.

Elezioni politiche 2022: cosa promette Azione – Italia Viva – Calenda?

All’interno del proprio programma, Azione – Italia Viva – Calenda dedica diverse voci alla disabilità. In particolare, è presente una sezione dal titolo “Tutelare le persone con disabilità con una normativa omogenea in tutte le regioni“, dove appunto vengono elencate diverse proposte indirizzate alle persone disabili.

Nel presentarle, la lista pone l’accento sull’inclusione sociale, da raggiungere attraverso “misure relative al ‘budget di salute’ delle persone con disabilità”, un termine che indica “l’insieme delle risorse e i servizi necessari a restituire alla persona con disabilità un ruolo sociale attivo, da realizzare attraverso un progetto terapeutico-riabilitativo individualizzato”. Per fare ciò, il programma pone l’accento sulle seguenti proposte:

  • favorire interventi per l’abitare civile, perseguendo l’obiettivo di contrasto a forme di segregazione esistenti e garantendo il diritto alla realizzazione del proprio progetto personalizzato di vita;
  • eliminare tutte le barriere che è possibile rimuovere (fisiche, logistiche e culturali);
  • favorire programmi di vita indipendente;
  • riconoscere la figura del “caregiver”, istituendo il Fondo per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza;
  • un piano shock per la piena accessibilità di edifici e servizi pubblici;
  • un “incentivo accessibilità” destinato ai negozianti e gestori di pubblici esercizi che, pur in assenza di opere di dimensione tale da imporre per legge l’abbattimento delle barriere architettoniche, adottino interventi per consentire l’accesso agli spazi da parte delle persone con disabilità (ad esempio eliminazione del gradino di ingresso, installazione di banconi ribassati, realizzazione di servizi accessibili);
  • l’adozione di un’“assegno per la vita indipendente e la non istituzionalizzazione”, svincolato dal FNA, che vada ad aggiungersi all’indennità di accompagnamento e che sia destinato specificamente a favorire l’autonomia, anche abitativa, delle persone con disabilità non autosufficienti di età più giovane, prevenendo l’istituzionalizzazione e favorendo la deistituzionalizzazione;
  • rendere sistemici gli istituti sperimentati durante il Covid-19 a tutela dei lavoratori fragili: in particolare, nel caso di persone con disabilità o in condizioni di fragilità, il diritto al lavoro agile (c.d. smart working) da eccezione deve divenire strumento strutturale;
  • adottare i decreti attuativi del Jobs Act, con particolare riferimento alla figura del disability manager e, più in generale, incentivare, nell’ambito delle politiche attive per il lavoro, l’assunzione di persone specificamente formate al collocamento di persone con disabilità;
  • intervenire sui meccanismi fiscali che oggi creano un conflitto per le famiglie che, a fronte di retribuzioni minime per il figlio con disabilità derivanti da stage o percorsi di apprendistato, rischiano di perdere il fondamentale beneficio del mantenimento del figlio a carico.

Inoltre, nella sezione dedicate alle famiglie e alla natalità, la lista vorrebbe potenziare l’Assegno Unico e Universale con l’aumento della maggiorazione in caso di secondo percettore di reddito e revisione dell’ISEE, soprattutto nel caso di figli o persone con disabilità a carico delle famiglie.

In aggiunta, vorrebbe introdurre un assegno di rimborso per le spese sostenute per i figli con disabilità, con patologie fisiche o psichiche invalidati, facendo rientrare nell’insieme anche i disturbi del comportamento alimentare, i disturbi specifici dell’apprendimento o i bisogni educativi speciali. A ciò andrebbe cumulato anche il rimborso per i costi sostenuti per il servizio dell’educatore per la persona disabile.

Anche nel reparto “burocrazia” si parla di disabilità, con la promessa di ridurre al minimo l’impatto della stessa “sulla vita quotidiana delle persone più vulnerabili”, citando come esempio:

  • l’esenzione del rinnovo del Contrassegno disabili per le invalidità stabilizzate;
  • l’ottenimento automatico dei benefici fiscali sulle automobili;
  • la possibilità di visita solo documentale per il rinnovo delle patenti speciali;
  • la semplificazione della fornitura di ausili monouso;
  • l’estensione della validità delle terapie ripetitive.

Infine spazio anche lo sport, valutato come “veicolo di promozione sociale” e “fattore importante nel favorire l’inclusione e l’attività di persone con disabilità”. Per dare fondo a queste parole, la lista promette di incentivare l’aumento e la diffusione delle strutture ad hoc e l’incremento della formazione di tecnici specializzati. In aggiunta, vorrebbe aumentare e/o incentivare la costruzione di palestre per la pratica dell’attività sportiva, chiamando in causa anche le risorse del PNRR.

Elezioni politiche 2022: cosa promette Forza Italia?

All’interno del proprio programma, la lista presenta alcune proposte per le persone con disabilità:

  • sostegno concreto alle famiglie con disabili a carico attraverso l’incremento dei livelli essenziali di assistenza sociale;
  • controllo sull’effettiva applicazione degli incentivi all’inserimento dei disabili nel mondo del lavoro;
  • potenziamento di politiche mirate alla piena presa in carico delle persone con disabilità, anche attraverso l’incremento delle relative risorse;
  • maggiori tutele in favore dei lavoratori fragili, immunodepressi e con disabilità grave.
Elezioni politiche 2022: cosa promette Fratelli d’Italia?

All’interno del proprio programma, la lista elenca alcune proposte relative alla disabilità:

  • Sostegni concreti alle famiglie con disabili a carico;
  • Sportelli di ascolto e tutorato alla pari per gli studenti con disabilità;
  • Abolire il Reddito di cittadinanza per introdurre un nuovo strumento che tuteli i soggetti privi di reddito, effettivamente fragili e impossibilitati a lavorare o difficilmente occupabili: disabili, over 60, nuclei familiari con minori a carico;
  • Avvio di un piano straordinario di edilizia pubblica con un sistema di sinergie pubblico-privato;
  • Incentivi all’assunzione di persone con disabilità;
  • Aumento strutturale e progressivo delle pensioni di invalidità, che non potranno essere inferiori ad altre forme di assistenza sociale esistenti, affinché l’ampia fascia di beneficiari possa godere di condizioni di vita migliori, più decorose e rispettose della dignità della persona;
  • Potenziamento delle misure di diritto allo studio delle persone con disabilità e disturbi specifici dell’apprendimento, anche con un adeguato incremento del numero di “insegnanti di sostegno” e operatori i educativi per l’autonomia e la comunicazione;
  • Abbattimento delle barriere architettoniche per una concreta trasformazione del territorio e degli ambienti urbani, pubblici e privati, volta a garantire piena accessibilità e mobilità ai cittadini con disabilità;
  • Introduzione di maggiori tutele in favore dei lavoratori fragili, immunodepressi e con disabilità grave;
  • Completamento della regolamentazione del “caregiver familiare” assicurando agli aventi diritto concrete misure di sostegno economico;
  • Prevedere interventi destinati alle persone con disabilità, garantendo loro il diritto alla mobilità;
  • Contrastare il degrado e abbattere le barriere architettoniche e sensoriali che limitano e dequalificano l’offerta turistica.
Elezioni politiche 2022: cosa promette Lega per Salvini Premier?

All’interno del proprio programma, la lista prevede diversi punti per le persone con disabilità. Già nell’introduzione, nel testo si leggono alcune attenzioni specifiche rivolte proprio “ai soggetti più fragili, ai disabili, agli anziani”. In questo sezione, si parla anche di sport come “medicina preventiva”.

Nella sezione “Famiglie e natalità“, si parla di:

  • adozione di incentivi per tutte le famiglie, comprese “le famiglie che assistono un anziano o un disabile”;
  • natalità incentivata “aiutando i nuclei familiari che abbiano al loro interno dei disabili”;
  • riforma dell’ISEE con l’introduzione del quoziente familiare (flat-tax familiare), “ovvero il criterio per cui i carici impositivi e tariffari per le famiglie sono ripartiti” anche “in senso orizzontale (tra nuclei familiari con più figli o con soggetti, anche anziani, in condizioni di disabilità e altri meno gravosi dal punto di vista della struttura dei bisogni);misure economiche e fiscali a sostegno dei caregiver familiari;maggiori risorse economiche ed umane a sostegno delle famiglie con figli disabili.

Nella sezione “Cultura e identità italiane“, il programma promette di rendere fruibili i luogo della cultura alle persone con disabilità motoria e cognitiva con l’utilizzo “della realtà aumentata e di altre tecnologie abilitanti”. E a proposito di tecnologiche, nella sezione dedicata si parla di promozione dell’educazione digitale e dell’inclusione tecnologica “con particolare attenzione ai benefici per le persone con disabilità”.

Per quanto riguarda la voce “Istruzione“, la lista vorrebbe garantire corsi di specializzazione a docenti di sostegno con almeno 3 anni di esperienza sul campo. Per l’Università invece, parla di incentivare la rimozione delle barriere architettoniche, di garantire servizi adeguati per il percorso di studi, di offrire servizi di orientamento, tutoraggio e traduzione LIS e di misure di sostegno al servizio di trasporto.

Alla sezione “Politiche per il Mezzogiorno“, la disabilità viene citato per la valorizzazione del turismo accessibile. Spazio anche alla voce “Unione Europea“, nella quale la lista parla del commercio internazionale, che “deve sempre avere tra i suoi obiettivi quelli del riconoscimento, da parte dei nostri interlocutori, delle convenzioni internazionale per il rispetto dei minore, delle donne, dei disabili, delle minoranze etniche e religiose, dell’ambiente e del lavoro in tutte le sue forme”.

Infine, alla voce “Politiche sociali e inclusioni” sono presenti diversi spunti che parlano prettamente di disabilità. Nel dettaglio:

  • Realizzazione di un fondo unico nazionale che possa garantire a ogni persona una vita autonoma e dignitosa;
  • maggiore controllo e monitoraggio del livello dei servizi erogati;incentivare percorso del Dopo di Noi e aumento della dotazione del “Fondo Dopo di Noi”;
  • linee guida per una riforma dei Centri diurni;
  • percorsi di formazione lavoro mirati e strutturati per la grave e gravissima disabilità o autismo;attuazione della legge delega sulla disabilità;
  • adeguamento delle pensioni di invalidità civile totale e parziale;
  • inclusione alla formazione e al lavoro: attraverso la revisione della Legge 68, l’istituzione di corsi di formazione specifici per i ragazzi con disabilità e autismo, l’integrazione dei percorsi a partire dal sistema scolastico, sostegno, orientamento fino alla prosecuzione dei percorsi di autonomia della persona;
  • promozione di percorsi di mobilità e accessibilità, garantendo l’accessibilità universale all’informazione, alla comunicazione, alla cultura e al turismo;potenziamento rete accoglienza ospedaliera per persone con grave e gravissima disabilità cognitiva e intellettiva;
  • previsione di tutele in favore di tutti i lavoratori fragili, immunodepressi e con disabilità grave;riconoscimento e sostegno al ruolo di cura del caregiver familiare;
  • potenziamento del Ministero per la promozione dei diritti delle persone con Disabilità.