Università, pubblicata prima indagine Anvur sugli studenti disabili

Saliti a quasi 40mila, rappresentano il 2% del totale ed il 52% sono ragazze. Il presidente dell’Agenzia Uricchio: “Abbiamo voluto rilevare i loro bisogni e fotografare i servizi offerti dalle università”

Sale il numero degli studenti con disabilità che si iscrivono nelle università italiane. E a fotografare per la prima volta chi sono, di cosa hanno bisogno, qual’è lo stato della didattica e dei servizi offerti è stata l’Anvur, l’Agenzia Nazionale per la Valutazione del Sistema universitario e della Ricerca, che è anche andata a ‘fare le pulci’ anche su quanto si spende nel nostro paese – fra governo e atenei – per sostenere i giovani universitari disabili.

Dalla foto scattata dall’Anvur ora sappiamo che sono ormai quasi 40mila (36.816) gli studenti italiani con disabilità o con Dsa (disturbi specifici dell’apprendimento) che nell’anno accademico 2019-2020 risultavano iscritti ai corsi di laurea e post-laurea: il 2% del totale degli studenti. Il 71% degli studenti disabili è iscritto ai corsi triennali, il 15% ai corsi magistrali e l’11,6% ai corsi magistrali a ciclo unico. Tra coloro che proseguono nei corsi post-laurea, 94 sono iscritti anche al dottorato.

Dal Rapporto dell’Anvur “Gli studenti con Disabilità e Dsa (disturbi specifici dell’apprendimento) nelle Università Italiane, una risorsa da valorizzare” presentato a Roma, nella Sala degli Affreschi della sede nazionale della Conferenza dei Rettori Italiani, emerge inoltre che la componente femminile è maggioritaria (52%) e la sua incidenza cresce man mano che si innalza il livello di studio, passando dal 51,7% nei corsi triennali, al 58,6% nei corsi magistrali a ciclo unico, al 70,3% nei master di primo e secondo livello.

Questo primo rapporto è uno strumento estremamente utile che potrà affiancare quelli esistenti e guidare la definizione e l’aggiornamento delle politiche in materia di diritto allo studio in favore degli studenti con disabilità e con disturbi specifici dell’apprendimento” ha rilevato la ministra dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, intervenuta alla presentazione della ricerca.

Allo stesso tempo – ha sottolineato Messa – questo lavoro restituisce la fotografia di un sistema universitario che su questo fronte è attento, attivo e realmente impegnato nell’estendere, anche al di fuori delle mura degli atenei, la cultura dell’inclusione e la personalizzazione dei servizi”.

La ministra ha rilevato inoltre che “le università fanno molto per l’orientamento specifico, per il supporto alla didattica, per il counseling, per migliorare l’accessibilità dei servizi, ma lo scorso anno abbiamo destinato come Ministero, per fronteggiare le difficoltà legate all’emergenza, ulteriori 50 milioni di euro proprio per il co-finanziamento di attività di orientamento e tutorato a beneficio degli studenti che necessitano di azioni specifiche per promuovere l’accesso ai corsi della formazione superiore e alle azioni di recupero e inclusione. Il diritto allo studio per tutti è la nostra priorità“.

Università, presentazione indagine Anvur

Il presidente di Anvur, Antonio Felice Uricchio, ha espresso “piena soddisfazione per la pubblicazione del rapporto e soprattutto per l’impegno profuso dall’agenzia in collaborazione con la Conferenza Nazionale Universitaria dei Delegati per la Disabilità (Cnudd) nel rilevare bisogni e stato dei servizi in favore degli studenti universitari con disabilità“.

Auspichiamo che le informazioni raccolte sull’accessibilità degli ambienti, sui trasporti, sulle tecnologie adoperate nella didattica, sull’accesso ai servizi possano essere preziose sia per le istituzioni che hanno partecipato alla rilevazione sia per i due Ministeri- Università e Disabilità – peraltro particolarmente impegnati nel promuovere politiche attive protese a dare effettività al diritto allo studio” ha rilevato Auricchio.

Alla presentazione del Rapporto, hanno partecipato anche il direttore dell’Anvur, Daniele Livon, ed il presidente della Conferenza Nazionale Universitaria dei Delegati per la Disabilità (Cnudd), Alberto Arenghi, ed i componenti del gruppo di lavoro incaricato di redigere il rapporto: Adriano Scaletta (Coordinatore del Gruppo, Anvur), Fabio Ferrucci (docente Università del Molise), Lucia Mason (docente Università di Padova), Francesco Alberto Comellini (Mur), Giancarlo Tanucci (docente Università di Bari), Elio Borgonovi (docente Sda Bocconi), e Guido Migliaccio (docente Università del Sannio).

Il Rapporto dell’Anvur sottolinea che a fronte della maggioranza di studentesse con disabilità nei corsi di dottorato invece prevale la componente maschile, che è del 55,3%. Ed un dato “assolutamente inedito” che arriva dall’Anvur è quello relativo alla distribuzione degli studenti nelle diverse aree disciplinari dei corsi di studio. La maggior parte di loro è iscritta ai corsi di area sociale (35,4%) e di area scientifica (30,1%), seguiti da quelli dell’area umanistica (22,9%) e, a distanza, dall’area sanitaria (10%). Anche gli 11.385 immatricolati hanno sostanzialmente seguito le orme di chi li ha preceduti nella scelta dei corsi universitari.

Ma è proprio tra gli immatricolati che si manifestano i segnali del cambiamento più significativo in atto nelle università italiane: la rapida crescita degli studenti con Dsa che, in termini quantitativi hanno ormai superato gli studenti con disabilità. Il 60% degli immatricolati ai corsi di studio triennali e il 51% degli immatricolati ai corsi magistrali a ciclo unico sono studenti con Dsa. Il fenomeno è particolarmente accentuato negli atenei del Nord-Ovest e del Nord-Est dove gli studenti con Dsa, rappresentano, rispettivamente il 76,5% e il 65,2% del totale degli immatricolati.

Gli analisti dell’Anvur sottolineano che si tratta comunque di un trend in crescita anche tra gli immatricolati delle altre aree geografiche. La rilevazione ha riguardato anche i corsi ad accesso programmato che prevedono delle prove selettive per l’ammissione. Nell’a.a. 2019-20 vi hanno partecipato 3.459 studenti con disabilità e 6.409 studenti con Dsa facendo registrare una percentuale di superamento del 74,8% nel primo caso e del 64% nel secondo caso.

Performance al di sopra del dato medio complessivo sono state ottenute da entrambi i gruppi di studenti nelle prove di accesso ai corsi di area umanistica, mentre risultati al di sotto della media riguardano i corsi di area sanitaria. Gli studenti che hanno completato il percorso di studi (triennale, magistrale o magistrale a ciclo unico) sono stati 3.589. Il 38% si è laureato in corsi di area sociale, il 29,7% di area scientifica, il 20 di area umanistica e l’11,2% di area sanitaria. (adnkronos.com)

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